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Attenti al lupo populista: perché Meloni è leader nel puntare alla pancia italiana

Pubblicato: 22/01/2024 14:39
Attenti al lupo populista: perché Meloni è leader nel puntare alla pancia italiana

A Gubbio San Francesco ci andò per ammansire il Lupo. Cosa è oggi il Lupo che può spaventare benpensanti e moderati? Il populismo. E non ci sembra che la Schlein abbia gli strumenti per ammansirlo. Anzi anche lei, come il suo infido alleato Conte, sembra tentata di cavalcarlo. Ma non sa scegliere, vuole essere con Israele e con Hammas, con Zelensky ma senza armi, quindi con Putin. Con i workers sfruttati, ma senza andare contro Soros e soci. Sembra una copia della fiction veltroniana senza però sceneggiatura, fotografia e luci, con una armocromia sbiadita, in alcuni casi infeltrita, forse Perlana o Omino bianco per la concorrenza. Cosa esce da Gubbio, a parte chitarra e karaoke? Boh.

Se si può scegliere tra soli populisti, si va verso il migliore

Certo il lavoro di guidare un partito diviso a metà è sempre arduo, ma ormai è passato un anno e siamo ancora qua’, direbbe Vasco, ed il “qua” non era granché. Certamente non era in grado non dico di avere una visione, ma di impensierire un centrodestra che nemmeno la vuole. Il centrodestra fa il suo mestiere, agita populismi rimandando la palla in tribuna per quanto riguarda le soluzioni. Meloni e soci sanno benissimo come agitare i problemi, basta trovarne nuovi quando quelli vecchi non infuocano più le pance italiane. Si chiama populismo, è un mestiere con regole chiare. Solo che se esaminiamo il quadro italiano scopriamo che quasi tutti i partecipanti al gioco sono populisti. Rimangono fuori Renzi, che lo è stato da giovane, e Forza Italia a volte, non sempre. Già Calenda è populista di carattere, solo che fa a botte con le sue tesi. Tutti gli altri, compreso mezzo PD, è populista. Pertanto uno poi vota l’originale. Che oggi è la Meloni, con buona pace di Salvini che meschino ci prova. Una innovazione sarebbe se gli opposti razionalismi, presenti in alcuni partecipanti, vedi Zaia e Bonaccini, Fedriga e De Caro,  abbandonassero i rispettivi contenitori e fondassero il partito della Ragione, e non della Regione. Se no il Lupo di Gubbio continuerà a spopolare.