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Annalisa Rizzo uccisa dal marito: voleva divorziare. Il padre: “Le dicevo di lasciare quel vecchio”

Pubblicato: 23/01/2024 11:14

C’è una svolta sulla tragedia familiare avvenuta ieri ad Agropoli. Stiamo parlando dell’uccisione di Annalisa Rizzo, 43 anni, impiegata di banca, per mano del marito Vincenzo Carnicelli, 63enne pizzaiolo, che poi si è tolto la vita. La coppia aveva deciso di divorziare: la donna aveva parlato già con la figlia, la tredicenne che dormiva nella sua camera da letto mentre in casa si stava consumando quella tragedia.
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La coppia era sposata da 15 anni

Annalisa e Vincenzo erano sposati da 15 anni, due anni dopo era nata la loro unica figlia. Solo poche settimane fa, nella serata dell’8 gennaio, Carnicelli aveva modificato l’immagine del suo profilo Facebook, mostrando una foto della «famiglia felice»: lui, la moglie Annalisa e la figlia di 13 anni, abbracciati e sorridenti. Sulla fotografia campeggiava una grafica con un cuore rosso. Poi, il 14 gennaio, un altro cambiamento: la moglie scompare e viene sostituita con un’immagine di Carnicelli con la figlia. Lui era rientrato da poco dalla Germania dove aveva lavorato in un ristorante: ora voleva solo mettere a posto le cose con la moglie e sul suo profilo social aveva scritto «divorziato». Ma Vincenzo sperava si trattasse solo di un periodo difficile e, anche se appoggiava la scelta della moglie, pensava che la relazione potesse continuare.

Il padre di Annalisa: “Le dicevo di lasciare quel vecchio”

«Lo dicevo sempre a mia figlia: lascialo, lascialo, lascialo… Lascia quel vecchio», ha confessato papà Luciano Rizzo. Quarantatré anni lei, 63 lui. Una differenza di età che la famiglia della donna non aveva mai accettato, neanche con la nascita della loro bambina, oggi 13enne. La ragazzina era in casa quando si è consumata la tragedia: dormiva nella sua cameretta. A svegliarla la nonna, precipitatasi a casa della figlia quando non ha ricevuto l’abituale telefonata mattutina. Aveva provato a chiamare Annalisa, che non aveva risposto al telefono: circostanza apparsa subito strana, visto che alle otto doveva essere già in viaggio verso Vallo della Lucania per andare a lavoro nell’istituto bancario Bcc Magna Graecia. Sono stati proprio i genitori di Annalisa, precipitatisi a casa sua, a trovarla morta.

Prima la lite e poi l’omicidio

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, diretti dal capitano Colella e coordinati dalla Procura di Vallo della Lucania, Vincenzo Carnicelli, avrebbe dato il via a una discussione dai toni molto forti con la moglie. Lite iniziata in soggiorno e poi spostatasi in camera da letto, al secondo piano di una palazzina di via Donizetti, nel centro cittadino di Agropoli. Urla, spintoni e graffi rinvenuti sul corpo di lui, segno probabile di una difesa disperata da parte della donna. Dalla violenza verbale a quella fisica, il 63enne ha afferrato un coltello, probabilmente recuperato in cucina, e ha colpito più volte la moglie. Uccidendola mentre la figlia di 13 anni dormiva nell’altra camera. Poi, Carnicelli si è tolto la vita con lo stesso coltello.

La figlia ha sentito le urla

E’ inoltre emerso che la ragazzina avrebbe sentito le urla, cui non avrebbe dato peso forse perché erano diventate una brutta consuetudine. Così sarebbe andata a dormire. La nottata, invece, per i due coniugi sarebbe diventata un incubo. Gli esami autoptici e la posizione in cui sono stati trovati i due corpi, potrebbe dare una risposta ai dubbi sulla dinamica dei fatti.