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Giorno della Memoria, no della comunità ebraica a corteo pro-Palestina: “Una sconfitta per tutti”

Pubblicato: 24/01/2024 21:52

La decisione di autorizzare una manifestazione pro-Palestina a Roma il 27 gennaio, coincidente con il Giorno della Memoria, ha suscitato una forte reazione da parte della comunità ebraica. Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha espresso il suo disappunto, dichiarando: “La manifestazione pro-Palestina a Roma indetta per il 27 gennaio, Giorno della Memoria, sarebbe una sconfitta per tutti. Non capiamo come sia stato possibile concedere l’autorizzazione in una ricorrenza che è internazionale, per di più nel contesto del 7 ottobre, massacro antisemita come non se ne vedevano dai tempi del nazismo. Alle istituzioni, nazionali e locali, chiediamo di impedire questa vergogna”.

La polemica si è acuita ulteriormente in seguito alle dichiarazioni di Fadlun: “Chiediamo responsabilità e buon senso. Le istituzioni assumano l’unica decisione possibile: dire No alla marcia antisemita nel Giorno della Memoria”. Ha inoltre sottolineato come in passato simili iniziative abbiano degenerato in comportamenti di odio: “abbiamo visto iniziative analoghe degenerare in comizi grondanti odio, appelli all’uccisione degli ebrei, bandiere israeliane bruciate e aggressioni agli agenti”.

Il Movimento degli studenti palestinesi, organizzatore della manifestazione, ha citato le parole di Primo Levi: “Se comprendere è impossibile conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”, aggiungendo: “Rispettiamo le vittime della Shoah ma il 27 gennaio così com’è strutturato è la tomba della verità della giustizia e della coerenza”.

Questa scelta ha suscitato la reazione della presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni: “Lasciate Primo Levi alla nostra memoria. Abbiate la dignità di manifestare il vostro pensiero senza offendere la memoria dei sopravvissuti e cercatevi citazioni altrove”. Ha poi evidenziato il legame tra l’estremismo passato e presente: “L’odio e la supremazia razziale di allora hanno generato la Shoah – l’estremismo islamico genera il terrorismo che oggi raggiunge anche l’Europa e si fa strada con queste forme di ribaltamento e sostegno”.