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Fedez, ancora una causa persa contro il Codacons: “Testi omofobi e pubblicità occulta”

Pubblicato: 30/01/2024 13:48

Ancora una tegola giudiziaria per Fedez, dopo le vicende legate ai prossimi processi per truffa di Chiara Ferragni. Questa volta il protagonista è il rapper, al secolo Federico Lucia. Il Codacons la spunta in tribunale contro la querela per diffamazione che Lucia aveva intentato contro il consorzio dei consumatori. Il Tribunale di Roma ha respinto le richieste dell’artista, disponendo l’archiviazione della querela “per insussistenza del fatto e per quella dell’elemento soggettivo”. La vicenda risale al Concertone del Primo Maggio 2021, andato in onda sulla Rai.
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“Testi omofobi e pubblicità occulta”

Al concertone del Primo Maggio a Roma, nel 2021, Fedez si schierò con il Pd e la promozione del ddl Zan contro l’omobitransfobia e l’abilismo. Al culmine di diverse battaglie contro il cantante, il Codacons fece due esposti, il primo riguardante una pubblicità occulta esibita sul palco e rese poi noti alcuni testi omofobi precedentemente prodotti dal rapper.

Le denunce dell’associazione dei consumatori indussero Fedez a impugnarle e sporgere querela per diffamazione, respinta dal Gip questa mattina. Sul sito del Codacons si legge un comunicato a chiosare la vicenda: “Oggi il Gip del Tribunale di Roma, dottoressa Anna Maria Gavoni, con una importantissima ordinanza non solo rigetta le richieste del rapper, ma boccia Fedez su tutta la linea, confermando in pieno la legittimità delle denunce del Codacons”.

La decisione del Gip

La decisione con cui il Gip archivia la querela di Fedez: “Quanto alla pubblicità occulta la oggettività del fatto, ovvero dell’aver indossato sul palco del concerto del 1° maggio il Lucia un cappellino recante il logo Nike, ammessa anche dall’opponente, va strettamente connessa alla pendenza presso l’Autorità garante della concorrenza e del mercato di un procedimento a carico dello stesso Lucia; non rileva come evidenziato dal PM la circostanza che sia stato archiviato tale procedimento atteso che la medesima Autorità ha definito tale pubblicità ‘palese’ e non ‘occulta’, corroborando tale qualifica l’interesse pubblico della notizia”.

Ultimo Aggiornamento: 30/01/2024 15:20