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Benyamin Netanyahu dice no alla tregua, avanti fino alla vittoria totale su Hamas

Pubblicato: 07/02/2024 19:10

In un momento critico per la sicurezza e la politica internazionale, il Primo Ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha preso una posizione ferma contro la proposta di tregua, sottolineando la determinazione di Israele di procedere nella sua offensiva fino alla “vittoria totale“. Durante una conversazione con il Segretario di Stato americano Antony Blinken, Netanyahu ha espresso la vicinanza di Israele a un successo decisivo, ribadendo l’obiettivo della completa demilitarizzazione della Striscia di Gaza.

Netanyahu ha annunciato l’intenzione di ordinare all’esercito israeliano di avanzare verso Rafah, al confine meridionale della Striscia di Gaza, prossimo all’Egitto, enfatizzando che solo attraverso la pressione militare sarà possibile ottenere la liberazione degli ostaggi e garantire che i sacrifici dei soldati israeliani non siano stati vani. Il Primo Ministro ha chiarito che l’obiettivo ultimo è quello di non lasciare spazio a future minacce, lavorando senza sosta per la totale demilitarizzazione di Gaza e l’eliminazione della minaccia rappresentata da Hamas.

Netanyahu ha espresso una visione senza compromessi, affermando che non vi è alternativa alla distruzione militare di Hamas e sottolineando le gravi conseguenze di una possibile resa alle condizioni imposte dall’organizzazione. La determinazione di Israele a continuare le operazioni militari mira a un futuro in cui la minaccia di Hamas sia completamente eliminata, ponendo le basi per una sicurezza a lungo termine nella regione.

Questa posizione ferma emerge in un contesto di crescente tensione e violenza, segnando un momento critico nelle relazioni internazionali e nella ricerca di una soluzione duratura alla conflittualità nella Striscia di Gaza. Con la dichiarazione di Netanyahu, Israele sottolinea la propria risolutezza nel perseguire i propri obiettivi di sicurezza, nonostante le pressioni internazionali e le sfide sul campo di battaglia. La comunità internazionale resta in attesa di vedere le implicazioni di questa strategia per la pace e la stabilità nella regione.