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“Piantedosi dimettiti”, a Roma gli studenti scendono in piazza contro il governo

Pubblicato: 25/02/2024 20:21

La capitale italiana è stata teatro di una significativa manifestazione di protesta, seguita agli eventi controversi avvenuti venerdì a Pisa. In quella occasione, durante una manifestazione a sostegno della Palestina, le forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno effettuato un intervento violento nei confronti degli studenti. Questo episodio ha suscitato un’ondata di indignazione che ha portato diverse realtà romane a scendere in piazza Beniamino Gigli, vicino al Ministero dell’Interno, per esprimere il proprio dissenso.

Intorno alle 19:30, un corteo di manifestanti si è spostato davanti al Viminale, dove erano schierati circa 100 poliziotti in tenuta antisommossa. Tra i cori e gli slogan, si è levato forte il grido di “Piantedosi dimettiti” e “Vergogna”, rivolto contro il ministro dell’Interno per la gestione percepita come oppressiva delle proteste.

Lo striscione che guidava la protesta recitava: “Contro le vostre manganellate. Piantedosi dimettiti“, un messaggio chiaro della Rete degli studenti medi del Lazio che ha promosso l’iniziativa “per uno stato democratico che rispetti il diritto alla manifestazione”. La piazza ha visto la partecipazione di circa 1500 persone, unite dal comune desiderio di condannare l’uso della violenza e di richiamare l’attenzione su un approccio più democratico e rispettoso delle libertà fondamentali.

Tra i presenti, anche esponenti di Anpi Roma, Arci Roma, Cgil Roma Lazio, e il mondo dell’università e della scuola, con la solidarietà di figure del mondo dello spettacolo come l’attrice Carlotta Natoli. Le parole di Natoli hanno risuonato tra i manifestanti: “Per ogni colpo di manganello ci saranno cento, mille braccia che vi proteggeranno, non siete soli.”

La presenza del deputato Nicola Zingaretti ha aggiunto un ulteriore livello di supporto politico alla causa, evidenziando la divisione tra le forze politiche presenti in piazza e quelle assenti, accusate di non difendere i principi della costituzione repubblicana.

La manifestazione si è svolta in un clima di tensione ma anche di forte comunità, con i giovani in prima linea a cantare “Bella Ciao” e a sventolare bandiere della pace e della Palestina, simboli di un impegno per la giustizia e la libertà che trascende i confini nazionali.