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“Nel sangue di 99 persone su 100”. Ecco le “schifezze” che ingeriamo alimentandoci. Ormai è allarme mondiale

Pubblicato: 12/04/2024 12:56

Le definiscono Pfas, sono le sostanze chimiche inquinanti che assumiamo senza saperlo quando ci alimentiamo. E ora l’organizzazione ambientalista ChemSec lancia l’allarme. Sì, perché la “crisi chimica” legata ai prodotti utilizzati ai margini del nostro ciclo alimentare è così pressante che ora anche l’Unione Europea sta valutando un intervento per vietare l’uso di alcuni di essi. Ma le autorità arrivano tardi: da uno studio, risulta infatti che il 99% della popolazione mondiale ha tracce di queste sostanze inquinanti nel sangue. Le Pfas non vengono ingerite direttamente dai cibi, ma vengono “rilasciate” da pentole antiaderenti, contenitori di plastica e altri elementi nei quali è conservato o viene cucinato il nostro cibo. (continua dopo la foto)

Non è un allarme da prendere alla leggera, quello lanciato da Chemsec. Le Pfas possono causare gravi malattie: oltre a essere cancerogene, possono portare a problemi riproduttivi e deficit immunitari. L’Associazione ha quindi lanciato una petizione divenuta virale che ha raccolto più di 110.000 firme. Ed è stata pensata proprio per convincere i legislatori dell’Ue ad adottare opportune contromisure (ma l’iniziativa è avviata e procede anche negli Stati Uniti). “Negli ultimi 50 anni”, ha spiegato Anne-Sofie Backar, direttrice esecutiva di Chemseck, “l’industria ha raddoppiato più volte l’uso di sostanze chimiche. Nonostante le ricerche dimostrino che sono molto dannose, rimangono ingredienti comuni nei prodotti di consumo presenti in ogni casa”. (continua dopo la foto)

Ora la Ue ha iniziato a discutere della possibilità di vietare l’uso di questi prodotti. Ma non sarà facile, anche perché pentole, bottiglie, contenitori sono già diffusissimi ovunque. E ci vorrà un tempo non breve per sostituirli. Inoltre, come denuncia ancora Anne-Sofie Backar, “attualmente in Europa si registra un’enorme attività riguardo ai Pfas. Diversi rappresentanti delle industrie stanno esercitando forti pressioni per attenuare e creare più eccezioni possibili alla proposta legislativa”. Una situazione che andrà affrontata, quindi, con intelligenza e gradualità. Ma che non può essere ignorata, perché ne va della salute di tutti noi.

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Ultimo Aggiornamento: 12/04/2024 13:58