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Medio Oriente, battaglia nei cieli: protagonisti i caccia

Pubblicato: 14/04/2024 09:12

Il Medio Oriente è testimone di un’escalation di violenza aerea senza precedenti. Il cielo si è trasformato in un vasto campo di battaglia, dove duelli aerei, missili e droni si confrontano con tecnologie avanzate e tattiche mai viste prima. L’Iran ha inaugurato l’offensiva con un assalto massiccio verso Israele, lanciando tre ondate di attacchi comprendenti oltre quattrocento ordigni. Questa operazione militare ha visto la partecipazione congiunta di caccia israeliani, affiancati da supporto aereo americano, britannico e francese, in una serie di combattimenti aerei che hanno avuto luogo ben oltre i confini israeliani.

Tecnologie e tattiche in campo

Gli ayatollah hanno messo in campo una strategia basata su sciami di droni, definita un “terribile tappeto volante”. Questi droni, partendo dall’Iraq, hanno formato una tenaglia destinata a colpire Israele da più direzioni. Gli ordigni hanno traiettorie diverse in base al tipo: i missili balistici raggiungono Tel Aviv in soli nove minuti, mentre i missili cruise impiegano due ore e i droni più lenti cinque ore. La precisione di questi ultimi è stata migliorata grazie alla collaborazione con tecnici russi e alle esperienze nei conflitti in Ucraina.

La rappresaglia dell’Iran e l’intervento di Hezbollah

La risposta iraniana include anche l’impiego di missili Sejil, Kheibar, e Haj Qasem, quest’ultimo intitolato in memoria del generale Soleimani. Contemporaneamente, le milizie sciite irachene, yemenite, siriane e libanesi, in particolare Hezbollah, hanno agito per ostacolare la reazione israeliana, prendendo di mira le batterie contraeree nel Golan e nel Negev.

Difesa aerea israeliana alla prova

Le Israeli Defence Forces (IDF) hanno dovuto fronteggiare uno scenario estremamente complesso, con centinaia di ordigni che si sono abbattuti su più fronti. Le difese aeree di Israele, tra cui Arrow, Fionde di Davide e la Cupola di Iron Dome, hanno dovuto gestire un numero di incursori potenzialmente superiore agli intercettori disponibili. A supporto, incrociatori dell’Us Navy con sistemi antimissile Aegis si sono avvicinati alla costa, offrendo una protezione cruciale.

Contromisure aeree e le azioni future

Contrariamente alla tradizionale dipendenza da sistemi di difesa a terra, il governo di Netanyahu ha investito significativamente nei caccia, come dimostrato dal recente coinvolgimento di F35, F16, e F15 nelle operazioni di intercettazione. L’appoggio aereo è stato cruciale anche per gli alleati, con aerei americani, britannici e francesi attivamente coinvolti nel contrastare l’avanzata iraniana.

Le forze aeree israeliane, dopo una notte di intensi combattimenti nei cieli di Siria, Iraq e Giordania, continuano a gestire le operazioni di risposta. La supremazia aerea di Israele, unita alla strategia di intervento precoce, si prevede possa continuare a dominare il conflitto, garantendo una risposta proporzionata agli attacchi subiti.

Questo episodio di confronto aereo nel Medio Oriente rappresenta una svolta significativa nella dinamica regionale, con implicazioni che si protrarranno nei prossimi giorni, in un contesto di crescente tensione e incertezza.

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