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Antonio Scurati sul 25 aprile censurato, la Rai: “Solo ragioni economiche”. Meloni interviene: “La Sinistra monta un caso”

Pubblicato: 20/04/2024 13:50

Due censure in un solo giorno hanno colpito simboli fondamentali della cultura democratica italiana: la celebrazione del 25 Aprile e uno scrittore che avrebbe dovuto narrarne il significato. Una scelta che pare voler evitare il disappunto della destra al governo, la quale non si è ancora espressa in termini antifascisti. Il contesto è quello della Rai, dove la decisione è stata presa con notevole clamore.

Il caso si è verificato in occasione della trasmissione “Che sarà”, condotta da Serena Bortone su Rai3, una finestra aperta sul dibattito culturale e politico ogni fine settimana in prima serata. L’ospite atteso era Antonio Scurati, noto per le sue biografie di Mussolini, il quale avrebbe dovuto presentare un monologo sulla Festa di Liberazione, proprio in prossimità dell’anniversario.

antonio scurati

La denuncia su Instagram

Questa sarebbe stata un’occasione ideale per riflettere su uno dei momenti più significativi della storia repubblicana italiana, ma a meno di 24 ore dalla messa in onda, Bortone ha scoperto “con sgomento e per puro caso” che il contratto con Scurati era stato annullato, come ha rivelato attraverso un post su Instagram. Nonostante le immediate richieste di chiarimenti, la conduttrice non ha ricevuto risposte soddisfacenti, né tantomeno plausibili.

Questa non è la prima volta che simili decisioni sollevano perplessità. Paolo Corsini, il direttore degli Approfondimenti che supervisiona il programma, è lo stesso che qualche mese fa aveva partecipato ad Atreju, evento organizzato da Fratelli d’Italia, proclamandosi apertamente vicino alle idee del partito. La sua presenza a quel convegno e le sue parole “sono uno di voi” risuonano oggi con un’eco particolare, facendo luce sulle possibili motivazioni dietro la scelta di annullare l’apparizione di Scurati.

La situazione ha suscitato un’ondata di critiche e interrogativi sulla libertà di espressione e sul ruolo della televisione pubblica nel promuovere un dibattito aperto e pluralista, specialmente in date di rilevante importanza storica e sociale come il 25 Aprile.

Corsini (Rai) smentisce la censura

“Nessuna censura. La partecipazione dello scrittore Antonio Scurati alla trasmissione “Che sarà”, condotta da Serena Bortone, non è mai stata messa in discussione”. A dirlo è il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, che precisa come siano in corso accertamenti “di natura economica e contrattuale”. 

“Credo sia opportuno non confondere aspetti editoriali con quelli di natura economica e contrattuale, sui quali sono in corso accertamenti – spiega – a causa di cifre più elevate di quelle previste e altri aspetti promozionali da chiarire connessi al rapporto tra lo scrittore e altri editori concorrenti”.

“Al di là di queste mere questioni burocratiche, la possibilità per Scurati di venire in trasmissione non è mai stata messa in discussione. Nessuna censura”, conclude Corsini.

La versione di Corsini smentita dai documenti: “Annullato per motivi editoriali”

La versione fornita da Corsini è stata però smentita: alcuni scambi tra uffici amministrativi Rai, che ha diffuso Repubblica, chiariscono proprio che la collaborazione è stata annullata “per motivi editoriali”.

antonio scurati

Sono fatti che sarebbero confermati anche da Francesca Bria, consigliera amministrativa in quota Pd, che ha dichiarato: “La ricostruzione del direttore Corsini non convince. A me risulta che il contratto di Scurati sia stato annullato ieri e per motivi editoriali. Dunque è falso che la sua presenza non è mai stata messa in discussione”.

Meloni: “La Sinistra sta montando un caso”

Giorgia Meloni ha deciso di pubblicare, su Facebook, il testo del discorso di Scurati, dichiarando di non voler prendere posizione ma sottolineando il fatto che forse alla base dell’annullamento del discorso ci fosse il prezzo dello stesso. “In un’Italia piena di problemi, anche oggi la sinistra sta montando un caso. Stavolta è per una presunta censura a un monologo di Scurati per celebrare il 25 Aprile. La sinistra grida al regime, la Rai risponde di essersi semplicemente rifiutata di pagare 1800 euro (lo stipendio mensile di molti dipendenti) per un minuto di monologo. Non so quale sia la verità, ma pubblico tranquillamente io il testo del monologo (che spero di non dover pagare) per due ragioni: 1) Perché chi è sempre stato ostracizzato e censurato dal servizio pubblico non chiederà mai la censura di nessuno. Neanche di chi pensa che si debba pagare la propria propaganda contro il governo con i soldi dei cittadini. 2) Perché gli italiani possano giudicarne liberamente il contenuto.”

Ultimo Aggiornamento: 21/04/2024 08:16

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