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“Non bevete l’acqua del rubinetto!” Ormai è psicosi e dietro c’è lo zampino dei soliti noti

Pubblicato: 21/04/2024 18:22

È scoppiata una vera psicosi, pressoché immotivata come vedremo, in merito a una minaccia in fondo circoscritta e di certo non letale. Sarà che in noi profani in medicina, sentendo il termine Norovirus, altresì quasi sconosciuto sino all’altro ieri, scatta un campanello d’allarme: un riflesso quasi pavloviano che ci rimanda all’epoca del Coronavirus. I casi di gastroenterite sospetti, in alcune aree del Settentrione, potrebbero essere stati causati (il condizionale è d’obbligo, mai come in questi casi) dalla contaminazione dell’acqua da un Norovirus: si tratta di uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica, che è spesso la causa dei richiami di alcuni prodotti alimentari contaminati. Ebbene, i casi di gastroenterite nelle due ultime settimane, nella zona di Passo del Tonale, tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, potrebbero essere causati da un Norovirus, di cui sono state rilevate tracce nei campioni prelevati dall’acquedotto. Il riscontro ha quindi immediatamente fatto scattare le contromisure da parte sia delle Ats locali – ovvero le Agenzia di tutela della salute lombarde – che dei Comuni. (Continua a leggere dopo la foto)

Il sindaco che contraddice se stesso

Sono problemi soprattutto per gli albergatori e per i turisti della zona di Ponte di Legno, nel bresciano, tra le persone più colpite da questa piccola epidemia. Ma il panico è immotivato: “Non c’è stata un’emergenza sanitaria e non risultano casi gravi di gastroenteriti”. Così all’Adnkronos Salute Vincenzo Petronella, direttore generale dell’Ats della Montagna, nel cui ambito ricade il Passo del Tonale. Rimangono, infatti, ancora numerosi dubbi sulle cause delle gastroenteriti. Nonostante il sindaco di Ponte di Legno, Ivan Faustinelli, abbia imposto alle strutture ricettive e ai residenti, attraverso un’ordinanza, di non utilizzare l’acqua del rubinetto a uso alimentare, è lo stesso primo cittadino a dichiarare, contraddicendo se stesso: “Ciò non significa necessariamente che i casi di gastroenterite rilevati al Tonale siano dovuti all’utilizzo dell’acqua, in quanto è assodato che la maggior parte delle persone che hanno accusato i sintomi non hanno mai avuto alcun contatto con la rete dell’acquedotto nel quale il Norovirus è stato rilevato”. Ha, poi, aggiunto che “non appena saranno disponibili i risultati delle controanalisi, si provvederà, nel più breve tempo possibile, ad adottare tutte le misure necessarie”. Una tempesta in un bicchier d’acqua, dunque, e in senso praticamente letterale. Sicché siamo ancora nel campo delle mere ipotesi. Ad ogni modo, in caso ci si trovi in pericolo di contagio, le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità sono di lavarsi molto bene le mani prima e dopo aver toccato i cibi, utilizzare solo cibi e acqua di provenienza certificata, non stare a contatto con cibi che altri potrebbero ingerire fino a tre giorni dopo la guarigione dai sintomi di gastroenterite dati dal Norovirus. (Continua a leggere dopo la foto)

Foto: Norovirus al microscopio

I sintomi e il decorso

I sintomi, riassunti da il Giornale, sono i classici delle gastroenteriti con nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea acquosa, crampi addominali ed in alcuni casi anche con una leggera febbre. Per fortuna la malattia non ha conseguenze serie e nella maggior parte dei casi si guarisce in brevissimo tempo e senza ulteriori complicazioni: il tutto si manifesta e dura nell’arco dei 2 o 3 giorni. Nulla di grave, insomma, al punto che l’infettivologo e virostar dell’epoca Covid, Matteo Bassetti – che ogni tanto deve parlare di virus e malattie, così, per tenersi in esercizio –, tende a smorzare l’ondata di panico diffuso tra Lombardia e Trentino: sollecitato da Adnkronos su cosa si possa fare, ha risposto: “Stare a casa, se si sta male. Ma questo è un problemino, alla fine è una diarrea. Se fossero questi i problemi, staremmo molto tranquilli”. Crediamo che questo possa bastare a rasserenare gli animi, anzi è forse la prima volta in cui Bassetti non cavalca l’onda della psicosi sanitaria.

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