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Civil War: la distopia sull’America in frantumi che potrebbe essere dietro l’angolo

Pubblicato: 22/04/2024 15:05
civil war film

Analisti, testate di geopolitica, centro studi, lanciano l’allarme da anni, l’America sta declinando, ha perso visione, slancio, tensione ideale. Sopravvive per forza di un solo caposaldo, il dollaro e la sua economia, ma i valori di Nuovo Mondo, la sua capacità inclusiva, la sua costituence sta franando. 

Sono uscito dal cinema dove ho visto Civil War, un film distopico su una nuova guerra civile americana, ambientato non nel futuro ma in un’America molto contemporanea. E mi è sembrato assolutamente verosimile, credibile, immanente. Le immagini dell’assalto a Capitol Hill di 3 anni fai sono sembrate quasi il prequel. Se vincesse Trump, e poi per qualche motivo scoppiasse una rivolta civile, sociale, con alcuni Stati in secessione dall’idea di America che Trump ed i suoi seguaci hanno, la realtà supererebbe la fantasia di Alex Garland, scrittore e regista britannico, autore del film. 

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Un’immagine tratta da Civil War

Usa a pezzi: il sogno americano è andato in frantumi

Gli Usa sono divisi, fratturati, non solo politicamente, ma anche territorialmente, socialmente, economicamente, etnicamente. L’american dream è sempre più evanescente, le differenze tra ricchi e poveri più acuite, la classe media, la colla americana, a cui aspiravano tutti gli immigrati o i poveri worker degli Stati interni, l’America profonda, è un miraggio ormai. Le bolle speculative si sono portati via le case e le assicurazioni sanitarie, l’economia tira ma i profitti hanno una redistribuzione sempre più polarizzata. Poi c’è il crollo dei valori su cui è fondata la Costituzione americana, quel sogno liberale di umanesimo, libertà e diritti, che una volta gli Usa, da giovani apprendisti stregoni della Storia, volevano esportare in tutto il mondo. Anche loro sono stati fregati dalla globalizzazione selvaggia, perché c’è sempre qualcuno più capitalista, a modo suo, di te. 

Il film di Garland è crudo, un pugno allo stomaco della democracy, ma le stragi nelle scuole americane lo sono ancora di più. Il problema è che se scoppia l’America il mondo occidentale cade come un castello di carte. L’Europa da sola diventa l’asilo Mariuccia, tra piccoli popoli e ancora più piccoli leader. Gli autocrati orientali attendono sul fiume, che sia il Don, il fiume Giallo, il Gange o l’Eufrate, il cadavere del sogno dell’illuminismo che ha creato gli USA. God bless America.

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