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Patrizia Nettis, spunta una supertestimone. La mamma: “Il corpo di mia figlia può ancora parlare”

Pubblicato: 27/04/2024 17:00

“Non sappiamo nulla e l’attesa per la conclusione delle indagini è angosciante. Continuiamo a richiedere un’autopsia sul corpo di Patrizia; forse attraverso il suo corpo possiamo ancora ottenere delle risposte”. Queste sono le parole di Rosanna Angelillo, madre di Patrizia Nettis, la giornalista originaria di Gioia del Colle (Bari) trovata morta nel suo appartamento a Fasano (Brindisi) il 29 giugno scorso.

Quella notte, Nettis è stata scoperta impiccata con un lenzuolo nel suo appartamento vicino al Municipio, dove aveva iniziato a lavorare solo poche settimane prima. Tuttavia, la famiglia non accetta la teoria del suicidio. “Il dubbio che non si sia tolta la vita è presente”, afferma ancora oggi la madre di fronte alle telecamere di Quarto Grado. “La casa non è stata sequestrata, il lenzuolo non è stato prelevato, e hanno persino cercato di convincerci che nostra figlia avesse bevuto la varichina o qualcosa del genere per darsi una spinta”, continua. “Non è stato eseguito un esame tossicologico? Questo ci lascia molto perplessi. Per accettare la morte di mia figlia abbiamo bisogno di verità, e non riusciamo ancora ad accettare il dolore. Ogni 29 del mese è come se mia figlia morisse di nuovo, da quasi dieci mesi”.

La madre di Patrizia Nettis ha anche ribadito che fin dal giorno della morte della figlia hanno cercato di farle accettare la tesi del suicidio. Questo atteggiamento, insieme alla mancata riesumazione della salma e all’autopsia sul corpo, ha da subito insospettito la famiglia.

Nell’inchiesta sulla morte di Patrizia Nettis, un imprenditore risulta indagato per stalking e istigazione al suicidio, mentre un politico, coinvolto in una presunta relazione con la donna, non è ancora sotto accusa. Emergono anche oltre 400 messaggi scambiati tra i due uomini, nei quali screditavano la giornalista e minacciavano ritorsioni: “Questa volta non la passerà liscia”, si legge in uno dei messaggi della chat.

Potrebbe esserci una testimone chiave per quella notte, in grado di indirizzare le indagini verso una pista diversa dal suicidio: una donna che avrebbe visto uno dei due uomini, il politico, sotto casa di Nettis la sera del presunto “confronto”. Di recente, la Procura generale di Lecce ha respinto la richiesta della famiglia di Nettis di prendere il controllo delle indagini dalla Procura di Brindisi sulla morte della giornalista.

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