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Italia, ritorna la zanzara della malaria: cosa sapere e cosa fare

Pubblicato: 28/04/2024 08:25

Per la prima volta dopo cinquant’anni, in Puglia è stata rilevata la presenza di una zanzara portatrice di malaria, in particolare nella zona costiera del Salento tra le marine di Lecce e Otranto. Lo studio, condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata, è stato pubblicato su PubMed il 10 aprile scorso.

La scoperta ha una rilevanza e un impatto sanitario significativi. Gli esperti sottolineano un aumento della ricettività delle aree meridionali del Paese alla malattia, il che pone nuove sfide per la salute pubblica. Nel settembre del 2022, un esemplare di Anopheles maculipennis, identificato molecolarmente come Anopheles sacharovi, noto per essere uno dei vettori della malattia, è stato raccolto nel comune di Lecce. Questo ritrovamento ha spinto le autorità a lanciare nel settembre 2023 un’indagine entomologica mirata, che ha portato alla censura della zanzara in 11 siti del litorale salentino.

Il professor Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università del Salento, ha commentato: “La presenza di zanzare del genere anofele è una notizia che deve essere presa seriamente, mantenendo però un approccio misurato senza allarmismi”. Secondo Lopalco, il ritrovamento è un segno preoccupante dei cambiamenti climatici e ambientali in atto. “Non siamo di fronte a un rischio immediato di reintroduzione della malaria in Italia, ma è certamente un campanello d’allarme che richiede un’ulteriore intensificazione della sorveglianza delle zanzare e misure per limitarne la diffusione.”

La situazione attuale sottolinea l’importanza di un sistema di sorveglianza efficace e di strategie di controllo della popolazione di zanzare per prevenire eventuali focolai di malattie trasmissibili e proteggere la salute pubblica.

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