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Impagnatiello e il blackout prima di uccidere Giulia: la tesi della difesa (che non convince)

Pubblicato: 29/04/2024 08:02

Dietro ogni femminicidio c’è un impulso feroce, violento, il bisogno di potere che passa dall’annientamento della donna. Il tragico culmine di un ciclo di violenza che solitamente passa anche da maltrattamenti fisici, vessazioni psicologiche, condotte lesive, tutte finalizzate a spingere la vittima verso una situazione di vulnerabilità che diventa preludio dell’omicidio stesso. Nel caso specifico della relazione tra Giulia Tramontano e Impagnatiello, le testimonianze emerse in aula hanno delineato un quadro di violenza reiterata e progressiva. Giulia ha subito manipolazioni e derisioni, portandola a percepirsi come sbagliata e incapace, mentre l’uomo esercitava un controllo ossessivo sulla sua vita e sul loro rapporto.

La scoperta di tradimenti e la gravidanza hanno alimentato un ciclo di abusi, con Impagnatiello che ha continuato a manipolare e minacciare Giulia, inducendola a sentirsi inadeguata e dipendente da lui. Anche le manipolazioni pubbliche, come la diffamazione di Giulia agli occhi degli altri, hanno contribuito a isolare e danneggiare ulteriormente la vittima. Le ricerche su internet condotte da Impagnatiello riguardanti metodi per avvelenare una donna incinta confermano una pianificazione lucida e premeditata dell’omicidio. L’autopsia ha rivelato tracce di veleno sia nel corpo di Giulia che nel feto, confermando la volontà di causare danni gravi e irreversibili.

Il comportamento di Impagnatiello dopo l’omicidio, con i tentativi di eliminare le prove e monitorare la situazione, indica una consapevolezza e una lucidità nelle azioni compiute, incompatibili con un impeto improvviso o un black-out. La decisione di uccidere è apparsa come il culmine di un processo graduale di violenza e controllo, con l’obiettivo finale di annientare la vittima.

In sintesi, il caso di Giulia Tramontano evidenzia come il femminicidio sia spesso il risultato di un lungo e progressivo ciclo di violenza, caratterizzato da manipolazioni, minacce e abusi, culminando in un atto estremo di controllo e annientamento. Non può reggere, di fronte a quanto emerso, la tesi della difesa, che sostiene come Impagnatiello avrebbe avuto un blackout improvviso durante il quale, inconsapevole, avrebbe commesso l’omicidio.

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