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Donare soldi ai propri figli? Si può, ma occorre stare attenti

Pubblicato: 01/05/2024 07:09

Potrebbe sembrare strano chiedersi come fare una donazione ai figli, ma quando non si tratta più della consueta paghetta e stiamo parlando invece di cifre consistenti oppure di immobili bisogna sapere come muoversi perché potrebbero esserci tasse da pagare e spese notarili.
Ci sono diversi modi per compiere una donazione: in alcuni casi non dovete pagare tasse mentre altre sono soggette ad imposizione fiscale e richiedono l’intervento del notaio.
Sono tanti i motivi per cui si effettua una donazione dai genitori ai figli: ad esempio si può voler donare un bene che abbia un valore importante – come può essere un immobile o una macchina – oppure per esigenze quotidiane come ad esempio l’acquisto di uno Smartphone che il figlio da solo non si potrebbe permettere. Ultimo ma non ultimo, spesso i genitori attraverso le donazioni anticipano la quota ereditaria spettante ai loro figli in modo tale che alla morte del genitore, quando sarà il momento di aprire la successione, non ci siano problemi e/o contestazioni.

Tutti i modi per donare soldi ai figli (legalmente)

Ci sono cinque modi per compiere una donazione nei confronti dei figli.
Il primo consiste nel recarsi dal notaio o davanti a due testimoni per compiere un atto pubblico, obbligatorio quando si tratta di donazioni di beni immobili e beni mobili che non siano di modico valore rispetto alle condizioni economiche del donante: se non c’è il rogito in queste ipotesi la donazione è nulla. Per gli immobili uno schema molto utilizzato è quello di donare Ai figli la nuda proprietà dell’immobile riservandosi l’usufrutto e quindi il diritto di abitazione per disporre del bene e vita natural durante. Alla morte del donante il diritto di usufrutto cesserà e così il figlio acquisterà automaticamente la piena proprietà del bene.

Il secondo modo per effettuare una donazione e consegnare direttamente il bene al donatario, vale a dire al beneficiario, un’ azione di modico valore si perfeziona automaticamente, altrimenti è necessario l’atto pubblico.
La legge non stabilisce perfettamente cosa si intenda per “modico valore” Ma si ritiene che la modicità debba essere valutata con riferimento alle condizioni patrimoniali del donante pertanto non è di modico valore quella donazione che lo impoverisce eccessivamente, ad esempio una somma di €10.000 potrebbe essere ingente se donata da un pensionato sociale che così facendo dovrebbe usare tutti i suoi risparmi e sarebbe invece di modico valore, con riferimento invece ad una persona che ha un ricco patrimonio alle spalle.

Il terzo modo per fare una donazione a un figlio é eseguire un bonifico bancario o un’altra forma di pagamento tracciabile come ad esempio un assegno circolare con la ricarica sulla carta di credito che è utilizzata dal figlio. Che riceve l’accredito senza osservazioni accetta tacitamente la donazione che così si perfeziona, per evitare però contestazioni dal fisco È necessario indicare nella causale dell’operazione che si tratti appunto di una donazione.

Il quarto modo per effettuare una donazione è quello di pagare direttamente il venditore di un bene costoso che sarà acquistato dal figlio a proprio nome, ad esempio un padre fa un bonifico o un assegno al costruttore di un immobile in vendita con l’intesa che nell’atto notarile la proprietà sarà intestata direttamente al figlio. In questo modo si evita il doppio passaggio di proprietà: questa si chiama “donazione indiretta” perché apparentemente sembra rivolta al venditore estraneo mentre in realtà il beneficiario il figlio. Se la donazione ha come oggetto la somma di acquisto di una casa il notaio indicherà nel rogito di compravendita immobiliare che la somma utilizzata per pagare il venditore proviene da una donazione fatta da un genitore all’acquirente: in questo caso peraltro non si pagano neanche le imposte sulla donazione. Lo stesso metodo è utilizzabile per pagare anche il concessionario o l’ autosalone presso il quale si può acquistare un’auto.

Per le donazioni dai €5000 in su, bisogna usare canali rintracciabili, come ad esempio il bonifico o l’assegno, e documentare l’operazione avvenuta. L’Agenzia delle Entrate potrebbe insospettirsi e svolgere accertamenti nei confronti del donatario diventato improvvisamente ricco senza una plausibile spiegazione. Anche in questo caso, se la donazione non è di modico valore, bisogna andare da un notaio con due testimoni. Un consiglio utile in tutti i casi è quello di rispettare sempre le proporzioni della ripartizione dei beni tra i figli, evitando così di compiere grosse donazioni in favore soltanto di uno di essi trascurando gli altri: è l’esempio la vicenda di un padre di tre figli che dona due appartamenti a un solo figlio e rimane intestatario di un terzo immobile che non basterà a soddisfare gli altri due, oppure trasferisce l’intestazione del proprio conto deposito titoli e fondi di investimento a un unico figlio, anche in questo caso trascurando gli altri. Infatti, tutti i figli sono eredi legittimi e dopo la morte del genitore donante, per quelle donazioni lesive la loro quota spettante potrebbero agire in giudizio contro i loro consanguinei con l’azione cosiddetta di riduzione della legittima prevista dal Codice Civile. Infatti, la donazione viene considerata come un anticipo della quota di legittima, dunque rientra nel calcolo delle porzioni ereditarie spettanti a ciascun figlio dopo la morte del genitore. Cosa che, nel momento in cui un genitore dona troppo ad un figlio ledendo le quote di legittima degli altri figli, questi ultimi, entro 10 anni dalla morte del genitore, possono aggredire le donazioni ricevute del loro fratello e farsi restituire una parte o tutta la somma in questione.

Donare prima di dare in eredità

La donazione è uno strumento che spesso consente di anticipare gli effetti della successione ereditaria nei confronti dei familiari più prossimi e in questa categoria i figli, insieme al coniuge, sono i preferiti dalla legge. Ricordatevi che l’imposta sulle Donazioni è perfettamente uguale a quella sulle successioni: ha le stesse aliquote e franchigie previste in favore dei parenti più stretti. Le donazioni compiute in favore dei figli sono completamente esenti da imposizione fiscale, così come anche la successione, fino al valore di un milione di euro.

Oltre tale soglia, la tassazione avviene applicando l’aliquota del 4% ma solo sull’eccedenza; il limite esentasse di un milione di euro, quindi, vale nei confronti di ciascun figlio. Ad esempio, una donazione di beni mobili, compreso il denaro, o di beni immobili, il valore di 900 mila euro non sarà soggetto ad imposte. Una donazione invece da un milione e duecentomila euro sarà tassata al 4% solo su 200.000€, quindi bisognerà pagare solo €8000 di imposte. Se il figlio che riceve una donazione è disabile grave, la franchigia di esenzione sale a un milione e mezzo. Infine, vi ricordo che la donazione di un immobile a un figlio è soggetta, al pari degli altri atti di trasferimento della proprietà, alle imposte di registro, di bollo, ipotecaria e catastale, ciascuna alle aliquote vigenti e calcolate secondo il valore del bene. Tutto ciò, oltre chiaramente all’onorario del notaio che ha redatto il rogito e ne ha curato l’iscrizione nei pubblici registri immobiliari. Rimangono sempre salve, anche in caso di donazioni, le agevolazioni Prima Casa, se il figlio che riceve l’immobile lo adibisce a sua abitazione principale e risiede in quel comune.

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Ultimo Aggiornamento: 30/04/2024 20:10