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Manovra, la stangata dell’Europa sull’Italia: i conti non tornano

Pubblicato: 03/05/2024 07:33

BRUXELLES – Con l’autunno alle porte, la Commissione Europea è pronta a richiedere all’Italia un forte riequilibrio dei conti pubblici, imponendo un aggiustamento che supera le aspettative del governo guidato da Giorgia Meloni. Gli occhi sono puntati sul Superbonus e sulle nuove regole del Patto di Stabilità, elementi chiave nella complicata equazione finanziaria che il Paese deve risolvere.

Nonostante una situazione economica apparentemente positiva, con una crescita che supera le aspettative e un basso spread rispetto ai titoli di Stato tedeschi, l’Italia si trova di fronte a significative sfide finanziarie. Il governo deve navigare tra le pressioni per mantenere l’equilibrio fiscale e la necessità di stimolare l’economia attraverso il piano di investimenti del PNRR, il quale prevede fondi per circa duecento miliardi di euro.

Recentemente, un episodio emblematico ha messo in luce le restrizioni budgetarie: la Presidente Meloni ha proposto un incremento una tantum di 80 euro nella busta paga natalizia per gli italiani a basso e medio reddito, un gesto di sostegno che si è scontrato con la realtà di un bilancio già teso. Il costo di tale misura, stimato in cento milioni di euro, si è rivelato troppo oneroso per essere attuato quest’anno, evidenziando così la stretta finanziaria in cui si trova il governo.

La problematica dei conti pubblici italiani si radica in parte nelle politiche precedenti, come i generosi bonus edilizi introdotti da un precedente esecutivo di centro-sinistra. Questi incentivi hanno contribuito significativamente all’aumento del debito, con oltre novanta miliardi di euro spesi fino ad oggi per ristrutturare circa il quattro per cento degli immobili nel Paese.

Il 19 giugno segnerà un momento cruciale, quando l’Italia entrerà ufficialmente in procedura per deficit eccessivo. Sebbene questa situazione non sia unica — altri dieci Paesi sono previsti affrontare sfide simili — i prossimi mesi saranno decisivi. Le discussioni sulle traiettorie pluriennali del nuovo Patto di Stabilità offrono una certa flessibilità, con la possibilità di estendere fino a sette anni il termine per il riequilibrio dei conti, ma la gestione di un debito così ingente rimane una sfida ardua.

Il 20 settembre sarà una data chiave, con la presentazione dei “piani pluriennali di spesa” da parte degli stati membri. Per l’Italia, questo significa dover chiarire come intende adempiere agli impegni presi con Bruxelles. Si prevede che sarà richiesto un aggiustamento dei conti di almeno otto miliardi di euro. La scelta sarà tra continuare a supportare la classe media attraverso misure fiscali temporanee o chiedere contributi più significativi ai settori più abbienti della società, inclusi coloro che hanno beneficiato di agevolazioni fiscali e del Superbonus. Le decisioni prese non avranno solo ripercussioni economiche ma anche politiche, influenzando profondamente il futuro politico del governo attuale.

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Ultimo Aggiornamento: 03/05/2024 07:34