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È morto Imerio Massignan, leggenda del ciclismo e “Angelo del Gavia”

Pubblicato: 04/05/2024 15:58

Nella notte, il mondo del ciclismo ha detto addio a uno dei suoi più grandi scalatori, Imerio Massignan, scomparso all’età di 87 anni all’ospedale di Novi Ligure. Massignan, nativo di Altavilla Vicentina, era soprannominato l’angelo del passo Gavia per la sua leggendaria scalata durante il Giro d’Italia dell’8 giugno 1960. In quella giornata, caratterizzata da una severa tormenta di neve, Massignan fu il primo a coronare la vetta del Gavia, una montagna che da allora è diventata iconica nella storia del Giro.

Nonostante una tripletta di forature in discesa gli avesse impedito di conquistare quella tappa, il suo coraggio e la sua tenacia rimasero impressi nella memoria dei tifosi. Quell’anno, il Giro fu vinto da Jacques Anquetil, con Massignan che chiuse al quarto posto nella classifica generale, dietro a giganti come Anquetil, Gastone Nencini e Charly Gaul.

Massignan si trasferì nella terra di Fausto Coppi alla fine della sua carriera negli anni ’60, vivendo prima a Sestri Ponente e poi a Silvano d’Orba. Rimase una figura costante nel ciclismo, noto per il suo sorriso e per la sua presenza regolare alla Milano-Sanremo, dove non mancava mai di assistere alla Classicissima dalla porta di casa o di godersi un risotto durante la sosta a Masone.

Il suo palmarès include due titoli di re degli scalatori al Tour de France (1960, 1961), un secondo posto al Giro d’Italia nel 1962, e una memorabile vittoria di tappa a SuperBagneres. Fu anche un feroce competitore al Giro di Lombardia e al Campionato del Mondo, dove nel 1960 si classificò quarto.

La sua scomparsa coincide tragicamente con il giorno della Grande Partenza del Giro, rendendo il suo addio ancora più simbolico per il mondo del ciclismo. I funerali si terranno martedì 7 maggio alle 15.30 nella chiesa di San Sebastiano a Silvano d’Orba. Alla sua famiglia, composta dai figli Alessia e Raffaello, vanno le condoglianze di tutti i fan e delle istituzioni del ciclismo, tra cui la Gazzetta dello Sport e il Giro d’Italia, che si stringono in un affettuoso abbraccio ricordando la sua eredità impareggiabile nel mondo dello sport.

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Ultimo Aggiornamento: 04/05/2024 16:00