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Tranne Renzi nessuno vuole andare in Europa

Pubblicato: 04/05/2024 13:20

Sembra che l’Europa sia a Timbuctù, dal titolo di un romanzo di Paul Auster recentemente scomparso, in piena Africa equatoriale, perché tutti si candidano ma nessuno ci vuole andare. Tranne uno, il solito Renzi, il Sir Francis Drake della politica italiana, con patente di corsa della Regina. Renzi ha dichiarato che se vince, e candidandosi con noblesse oblige all’ultimo posto in 4 circoscrizioni su 5 se il 4% viene raggiunto la probabilità c’è, lui andrà a Bruxelles. Perché ci va? Perché lui sostiene che i problemi, e quindi le soluzioni, sono là, e lui andrà proprio lì a influenzare il dibattito.

E gli altri? Calenda, Tajani, Meloni, Schlein, Salvini? Salvini è il più onesto intellettualmente: non si candida, e dell’Europa, lo ha scritto sui manifesti, farebbe volentieri a meno. Come si concilii questa posizione con un centrodestra di governo è il terzo mistero di Fatima, chiedere nel caso a Bernadette.

Sembra che a loro, tutti gli altri, dell’Europa interessi ben poco, meglio il primo, o il terzo, in casa che l’ultimo in Europa. Da un lato tutto ciò fa parte del solito provincialismo italico, facevano così anche quelli della Prima Repubblica, solo che quell’Europa era diversa, meno determinante e più tranquilla. Oggi sarebbe più determinante, più necessaria, e decisamente più complessa.

Non solo perché siamo diventati 27 ed altri potrebbero entrare, ma perché i problemi che dobbiamo affrontare, e si è visto con la Pandemia e con la guerra alle porte, sono decisamente più grandi delle capacità dei singoli Stati. Se, per esempio, valutiamo strategico lo Spazio e le telecomunicazioni l’Europa conta meno di Elon Musk, idem sul digitale. Se poi scomodiamo le materie prime strategiche, o le terre rare, siamo a mare. Ma perdura in tanti, e l’Italia ne è l’esempio tra i grandi Stati, il pensiero di cavarcela da soli, grazie al solito stellone, se non fosse che pure quello se l’è comprato Elon Musk. 

Solo l’Europa potrà trovare la massa critica finanziaria per rilanciare industrialmente, e finanziariamente, i paesi europei, solo lei può costruire una Difesa Comune, unico deterrente per le aggressività orientali, ed unico strumento per sederci a tavoli negoziali geopolitici, dall’Ucraina a Israele, allo Yemen, dall’Iran alla Turchia, se scoppia il dopo Erdogan. La diplomazia è come l’intendenza, segue le truppe, e noi in Europa non ne abbiamo a sufficienza. 

Renzi lo spregiudicato corsaro della politica italiana, con senso di anticipo, lui ha fatto sempre così: a volte gli è andata bene, altre no. Ora fa rotta su Bruxelles, in attesa, lui si augura, che arrivi Draghi. Un Draghi ed un Drake sembrano fatti per stare insieme.

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Ultimo Aggiornamento: 04/05/2024 13:23