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Domani è il “bomba day”: maxi evacuazione da oltre 30mila persone a Viterbo

Pubblicato: 06/05/2024 12:47

6 maggio 2007 – 7 maggio 2024. Esattamente diciassette anni dopo, il capoluogo della Tuscia torna protagonista di una maxi evacuazione. Sono 36mila i viterbesi che, entro le nove di domani mattina, dovranno lasciare le abitazioni per consentire agli artificieri dell’esercito di disinnescare una bomba d’aereo dal peso di 4000 libbre, circa 2000 chili. Un ordigno inesploso che risale alla Seconda guerra mondiale. «Al suono della sirena avranno inizio le operazioni. Tutti fuori dalla ‘zona rossa’ entro le nove del mattino, portando con sé oggetti indispensabili come farmaci, telefono, documenti»: non è una scena tratta dal copione di un film americano, ma è quello che avverrà a Viterbo il prossimo 7 maggio, un martedì di primavera che da alcuni è stato già ribattezzato come il «bomba day».
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Parola d’ordine: “Niente allarmismi”

Quella messa a punto da Prefettura, amministrazione comunale, forze dell’ordine, Asl ed Esercito è una macchina organizzativa dettagliatissima e la parola d’ordine è: niente allarmismi. Anche perché il team degli artificieri ha messo in sicurezza il residuato bellico da tempo. La bomba è stata scoperta a marzo, durante alcuni lavori edilizi in un cantiere di via Alcide De Gasperi. Sarà da quel punto che cominceranno i 1400 metri di raggio d’evacuazione. Nell’area interessata saranno chiuse scuole, attività commerciali e strutture sanitarie.

Diversi droni delle forze di polizia sorvoleranno la zona per accertare che non ci siano sciacalli: per facilitare i controlli, sarà emesso anche un divieto di sosta nella zona. Dalle 6:00, comunque, l’area sarà perimetrata da carabinieri, polizia, finanza, polizia locale, vigili del fuoco, protezione civile, mentre nel raggio di 500metri sarà sospesa la fornitura di gas ed energia elettrica. La macchina è entrata in azione. E anche i turisti della via Francigena sono stati avvertiti dei cambiamenti che subirà la tappa numero 40 Montefiascone/Viterbo.

Bomba a Viterbo, punti di raccolta e centri di accoglienza: ecco dove saranno

Oltre duecento manifesti sono stati affissi a Viterbo per spiegare alla cittadinanza il da farsi. Le operazioni di evacuazione cominceranno alle 6: il Comune di Viterbo ha allestito tre centri di accoglienza (nelle parrocchie di Santa Barbara e Santa Maria della Grotticella e nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia) dove ospitare la popolazione, garantire la necessaria assistenza (nei giorni passati sono stati forniti questionari, ndr) e il servizio di vettovagliamento (pranzo e bevande al sacco). I cittadini che non potranno recarsi autonomamente nei centri di accoglienza potranno usufruire di un apposito servizio gratuito di trasporto messo a disposizione dal Comune, attivo a partire dalle 6.00 e fino alle 8.45 nei 24 punti di raccolta consultabili sul sito. Terminate le operazioni di bonifica, i bus navetta, con percorso inverso, ricondurranno le persone presso i punti di raccolta.

Viterbo, evacuazione per disinnescare una bomba: come funzioneranno i servizi sanitari

Le principali disposizioni che interessano la Asl di Viterbo e l’ospedale Belcolle riguardano la sospensione delle attività ambulatoriali (dal pomeriggio di lunedì 6 fino a tutta la giornata di martedì 7 maggio), al fine di consentire agli specialisti medici dedicati agli ambulatori di svolgere il servizio di guardia attiva presso il Pronto soccorso, fino a cessata necessità. «Inoltre, per tutto il 7 maggio – fanno sapere dall’azienda sanitaria – è stata disposta la sospensione delle visite ai degenti (salvo particolari esigenze che verranno valutate singolarmente), mentre i servizi di dialisi, day hospital oncologico e radioterapia saranno regolarmente attivi per le sedute e per gli appuntamenti programmati». Per i pazienti dializzati, residenti in zona rossa, l’Azienda ha previsto un programma specifico di presa in carico.

Il precedente “bomba day” nel 2007

Il residuato bellico rinvenuto sempre a Viterbo diciassette anni fa, nel quartiere Santa Lucia, fu considerato il terzo per grandezza, dopo quelli trovati a Reggio Calabria e Vicenza: era “del tipo H.C. (Hight Capacity – Grande Capacità) da 4000lbs (Kg 1814 circa) di fabbricazione inglese, provvista di 3 spolette (Pistol) di naso a funzionamento istantaneo ad impatto”, si legge sul sito del ministero dell’Interno. All’epoca le operazioni di rimozione dell’ordigno portarono all’evacuazione di 28mila persone.

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