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Streptococco nei bimbi, è boom di casi. Gli esperti avvertono: “Tutta colpa del covid”

Pubblicato: 07/05/2024 16:23

I pediatri lanciano l’allarme: tra contagi e reinfezioni i casi di faringiti e scarlattina da streptococco sono al picco dopo mesi di grande diffusione soprattutto tra i pazienti più piccoli.  Dopo la pandemia da Covid, si è registrato un picco di contagi, dovuto probabilmente a un debito immunitario legato proprio alle protezioni usate durante il covid. Uno studio condotto all’Università Cattolica – IRCSS Fondazione Policlinico Gemelli e pubblicato su Lancet Microbe ha fotografato la situazione del 2023, con tanti piccoli a letto con febbre alta e tonsille gonfie, con le farmacie prese d’assalto per i test diagnostici, con un’incidenza tornata rapidamente ai livelli del periodo pre-pandemico.

La ricerca, condotta su un arco temporale di sei anni (dal 2018 al 2023), ha indagato l’incidenza dell’infezione da Streptococcus pyogenes (Gas), analizzata dall’osservatorio privilegiato del pronto soccorso pediatrico del nosocomio romano, diretto dal professor Antonio Chiaretti, associato di pediatria generale e specialistica all’Università Cattolica, che, in questo arco temporale ha raccolto oltre 1.800 campioni.

Nella casistica del pronto soccorso pediatrico del Gemelli, infatti, nel 2023 è risultato positivo allo streptococco il 13-16% di tutti i campioni esaminati. In particolare a circolare di più è stato l’immunotipo M1, il più grave e virulento.

“Tra 2020 e 2022 – spiega Maurizio Sanguinetti, ordinario di Microbiologia alla Cattolica, direttore del Dipartimento Scienze di Laboratorio e infettivologiche, che ha coordinato lo studio insieme a Chiaretti – abbiamo osservato una significativa riduzione di infezioni da Streptococco, sia in termini di quantità dei campioni pervenuti (per un ridotto accesso), sia una significativa riduzione percentuale dei positivi. Le misure di protezione non farmacologiche, come la mascherina in quegli anni hanno ridotto il contatto con il microrganismo e l’infezione”.

Ma la vera differenza registrata nel 2023, rispetto al pregresso, è stata che la fascia d’età dei bambini colpiti non era quella solita, cioè quelli in età scolare e pre-adolescenziale, bensì una molto più bassa, a carico dei bambini in età pre-scolare (3-6 anni). “Il sospetto è che i bambini – spiega il professor Sanguinetti – essendo stati protetti in modo importante restando a casa e con le mascherine, non abbiano sviluppato la normale immunità parzialmente protettiva nei confronti dell’infezione. Si tratta di un concetto molto importante che riguarda i benefici del venire a contatto con i microrganismi; nel corso della pandemia, per cause di forza maggiore, c’è stata al contrario un utilizzo massivo di questi strumenti che ha genericamente ridotto il contatto con tutti i microrganismi. Ma il contatto con i microrganismi è fondamentale per allenare il nostro sistema immunitario a rispondere alle infezioni”.

Quali sono i sintomi

sintomi dello streptococco sono tipicamente faringite o faringo-tonsillite, dove le tonsille appaiono ingrossate e arrossate. Qualche volta possono presentare le cosiddette placche che, tuttavia, possono manifestarsi anche a seguito di infezione virale. A causa della sovrapposizione di alcuni sintomi, distinguere clinicamente tra infezione da streptococco e infezione virale può essere difficoltoso. Le forme virali, tuttavia, molto spesso presentano altri sintomi assenti in caso di streptococco come congiuntiviti, raffreddore, tosse, afonia e forme gastrointestinali.
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Ultimo Aggiornamento: 07/05/2024 16:50