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In Sicilia si muore d’ignoranza: cosa succede se nessuno ha le competenze per garantire la vita

Pubblicato: 08/05/2024 18:54
casteldaccia

Mi ha fatto riflettere il post di una mia amica pluri specializzata in biologia ed in acque reflue. La tragedia di Casteldaccia ha un chiaro colpevole, oltre che dei complici. Il colpevole è l’ignoranza. Da anni le aziende siciliane non assumono le masse di laureati che emigrano da questa isola svuotandola di capitale umano qualificato. Che c’entra, chiederete voi con i morti di Casteldaccia? C’entra perché probabilmente quella ditta non ha un direttore tecnico laureato capace di capire i rischi ed essere responsabile qualificato della sicurezza dei dipendenti. Le ditte, anche quelle che lavorano con la pubblica – come in questo caso – committenza, non hanno tra i requisiti per lavorare l’obbligo di avere in organico un esperto qualificato, non hanno obblighi di veri corsi sulla sicurezza del lavoro, essendo microimprese non hanno responsabili e nessuno vigila, crea piani di lavoro in sicurezza, controlla capisce cosa si deve fare, si fa e basta, e le persone muoiono.

L’importante è prendere il lavoro al massimo ribasso, così chiede il mercato, e così chiede il committente pubblico, quello che poi vara le norme sul lavoro. In più c’è l’ignoranza della Regione, che ha pochissimi laureati, a fronte di eserciti di personale con bassa istruzione, inadatti a svolgere per la complessità amministrativa del compito, a fare gli ispettori del lavoro. Per cui ce ne sono solo 39, per un’isola con 5 milioni di abitanti e centinaia di migliaia di aziende. Praticamente controlli zero. Il personale della ditta che ha eseguito il lavoro era qualificato per farlo? Probabilmente no, ma anche se rischioso ha accettato di farlo, maledetto il bisogno. L’azienda ha un direttore tecnico qualificato per questi lavori con alta criticità? Forse scopriremo di no. Perché le microimprese siciliane non si dotano di persone qualificate, costano troppo. L’incredibile, incivile e illecito, è che non li pretenda il committente pubblico. Un tecnico laureato si sarebbe accorto che in quell’intervento c’erano dei rischi, avrebbe sicuramente dotato gli operai di appositi presidi di sicurezza, e se le condizioni di rischio non erano compatibili avrebbe fermato l’intervento. Ma il famoso biologo o chimico, ingegnere ambientale non c’era. Non c’era nemmeno da parte dell’azienda pubblica committente per vigilare sui lavori pare. Eppure la puzza di uova marce c’era, che segnalava evidentemente qualcosa. E qui entra in campo la nuova Ignoranza. I vecchi operai sanno che quando c’è quell’odore il pericolo è in agguato. I nuovi non hanno nemmeno la sapienza delle tradizioni, siamo più ignoranti di prima. 

Però siamo Autonomi, sulla sicurezza del lavoro abbiamo rifiutato un anno fa l’aiuto dello Stato. Lasciateci da soli, abbiamo detto, a morire di Ignoranza. Incivile, indegna Ignoranza.

Così è se vi pare.

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