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Salone del Libro, protestanti pro-Palestina forzano i cancelli. Zero Calcare media

Pubblicato: 11/05/2024 19:59

Torino, 11 maggio 2024 – Sale la tensione nel pomeriggio del Salone del Libro di Torino, dove un centinaio di manifestanti pro Palestina si è presentato all’ingresso del Lingotto. Con striscioni che recitano “All eyes on Rafah: blocchiamo tutto” e “Vita terra libertà per il popolo palestinese – Salviamo Gaza”, i manifestanti hanno intonato il coro “Free Palestine” sventolando le bandiere della Palestina. Alcuni di loro hanno sfondato le transenne esterne e forzato i cancelli. Solo qualcuno è riuscito a entrare, ma la maggior parte è rimasta fuori, continuando a spingere.

Il momento di massima tensione si è avuto quando i manifestanti pro Palestina hanno sfondato gli ingressi del Lingotto. In solidarietà con i manifestanti, la casa editrice Meltemi Editore ha chiuso lo stand anzitempo.

Dopo ore di discussioni, Silvio Viale ha concesso a una delegazione di cinque persone di entrare e dire la loro all’ingresso del Salone. “Chiediamo alla direttrice Benini di prendere posizione. Non può rimanere in silenzio di fronte al genocidio palestinese”, ha dichiarato Brahim Baya, presidente della moschea Taiba. Questa concessione è stata rivendicata come una vittoria dai manifestanti: “Oggi è stata una giornata pazzesca. La vera vittoria è essere qui e non fare mai passi indietro”. La mobilitazione non si ferma qui: “Da lunedì occupiamo tutte le università” dicono i manifestanti.

Il noto fumettista Zerocalcare ha tentato di mediare tra i manifestanti e l’organizzazione del Salone, dichiarando: “La protesta sulla strage di Gaza non va tenuta fuori dal Salone”. Alla protesta erano presenti anche bambini. “Il Salone del Libro è uno degli eventi in cui Torino e tutto il Piemonte fanno la bella faccia in Europa. Sono venuti i ministri, ieri Salvini, il giorno prima Valditara e Sangiuliano. Ma le persone con in braccio una bandiera palestinese non possono entrare” urla un militante di Askatasuna. I manifestanti chiedono con forza di entrare alla kermesse e gridano “fuori i sionisti dal Salone”.

Tra i manifestanti, i bambini Nagat, Aron ed Esam, rispettivamente di 10, 4 e 12 anni, tengono stretta la bandiera della Palestina. “Ci hanno portato mamma e papà – dice Nagat – la Palestina? Ci hanno detto che era giusto esserci”. Dietro di loro, il cartello “Assassini, assassini, cosa c’entrano i bambini”. I cori continuano: “Non c’è pace sotto occupazione”, “Vogliamo entrare” e “I popoli in rivolta scrivono la storia, Intifada fino alla vittoria”.

Alle casse rimbomba la musica di Ghali e i manifestanti cantano: “Ma come fate a dire che qui è tutto normale, per tracciare un confine con linee immaginarie bombardate un ospedale?”. Un rappresentante di Torino per Gaza prende il microfono: “Come fate a celebrare la cultura, il libro, mentre tutte le università in Palestina sono state rase al suolo?”. Alla protesta partecipano anche gruppi come Progetto Palestina e Cambiare Rotta, che annunciano una nuova mobilitazione prevista per lunedì: “Ci accamperemo con le tende perché gli studenti, dalla Francia all’Olanda fino agli Stati Uniti, si stanno mobilitando da settimane senza essere ascoltati. Da Bologna a Milano, da Napoli fino a Palermo, studenti e studentesse pretendono la fine della complicità contro l’occupazione sionista”.

Alcuni degli attivisti alla manifestazione pro Palestina “Tutti gli occhi su Rafah” hanno aperto con la forza i cancelli di sbarramento all’ingresso del Salone del Libro di Torino per provare a entrare. Sono stati respinti dalla polizia con scudi e manganelli. “Il Salone del Libro è una m… sionista” hanno detto alcuni manifestanti, che poi hanno preso a calci le transenne intorno all’entrata principale.

Il corteo pro Palestina da una parte e la polizia dall’altra si fronteggiano davanti all’ingresso del Salone del Libro di Torino. Il corteo pro Palestina sta per partire alle porte del Salone, con centinaia di persone – tra cui diverse famiglie della comunità palestinese di Torino, con bambini – radunate dietro a un’enorme bandiera che blocca via Nizza. La direzione del corteo è verso la stazione Lingotto.

Ultimo Aggiornamento: 12/05/2024 11:25