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Si sposano in ospedale e dopo qualche ora lui muore: la terribile storia di Riccardo e Chiara

Pubblicato: 12/05/2024 12:01

Una storia senza lieto fine quella di Riccardo “Riky” Lorenzon e Giovanna “Chiara” Cerchier. La coppia stava insieme da trent’anni. Un amore fortissimo nato nel 1994 e culminato in una convivenza iniziata nel 2001. Una storia d’amore favolosa ma senza matrimonio: per quelle nozze, tanto volute e pianificate, hanno aspettato forse troppo, ma alla fine sono arrivate, anche se non nelle circostanze che avrebbero immaginato.

La coppia si è infatti giurata amore eterno in ospedale, dove Riccardo era ricoverato per una grave malattia che dopo qualche ora, l’ha portato alla morte. Riky e Chiara, non appena la malattia era diventata più aggressiva, hanno accelerato i tempi e hanno voluto sposarsi nella stanza d’ospedale in cui si trovava lui, gestore di locali tra Jesolo e Eraclea e che è venuto a mancare pochissime ore dopo, ad appena 59 anni.

Il racconto di Giovanna

 “Era una cosa cui aveva pensato già lo scorso anno – ricorda la moglie – ed era il suo primo obiettivo dopo avere smesso di lavorare. Non per la malattia, ma perché così aveva deciso: voleva una festa molto gioiosa. La situazione è precipitata nell’ultimo mese in modo così grave e Riky mi ha chiesto di modificare i nostri progetti. Ed è stato, pur nella difficoltà emotiva, bellissimo, perché ci hanno permesso di fare una cosa straordinaria in una stanza d’ospedale. È stato anche il nostro essere più forti di tutto, anche degli eventi” confida la donna sopraffatta dal dolore.

“Com’era Riky? Forse è una parola abusata in questi giorni, ma lui era veramente un guerriero, nel vero senso del termine, perché da quando si è ammalato non ha mai deposto le armi: in alcuni momenti mi ha addirittura sostenuta. L’unica cosa che mi sento di dire in questo momento è che posso solo ringraziarlo per come mi ha permesso di prendermi cura di lui in questi anni e in quest’ultimo periodo, quando ero la più fragile. Si è lasciato coccolare, si è lasciato fare quello che, dal punto di vista umano, come compagna e come moglie, ma anche come professionista, potevo fare. Mi ha lasciato troppo presto: a 59 anni non è scontato che la persona con cui hai pianificato la vita, fatto progetti, non ci sia più. Ma la vita è fatta anche di queste cose, che non ci vanno bene, ma che dobbiamo accettare. Riky è stato tenace e combattivo fino a quando gli è stato permesso di farlo”. Una amore che sopravviverà, certamente, anche dopo la morte.
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