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L’Ucraina sta per cadere. Resa dei conti negli Usa. E l’Europa rischia di pagare un prezzo altissimo

Pubblicato: 15/05/2024 14:20

L’esercito Russo continua ad avanzare in territorio Ucraino, e la situazione per Kiev è ormai quasi disperata. Tanto che ormai sono gli stessi americani a dirlo, più o meno apertamente. “La situazione sul campo di battaglia in questo momento in Ucraina è difficile”, ha dovuto ammettere il Portavoce del Pentagono. Putin è a un solo passo dal vincere questa guerra gestita malissimo dai Paesi dell’Alleanza Atlantica, che hanno compiuto enormi errori di valutazione e di strategia. Sino a infilarsi in un labirinto in cui le uniche due vie d’uscita, ormai, sono chiare: o la sconfitta dell’Ucraina, o l’invio di truppe Nato in appoggio a Zelensky. Una soluzione che significherebbe l’inizio della Terza Guerra Mondiale e l’acuirsi del rischio dell’uso del nucleare. E mentre l’Ucraina si trova a un passo dalla sconfitta, negli Stati Uniti è iniziata la resa dei conti. Con i militari che accusano il Congresso per aver atteso mesi prima di autorizzare i nuovi aiuti a Kiev. (continua dopo la foto)

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Nessuna arma Occidentale potrà salvare Zelensky“, affermano oggi trionfanti i vertici istituzionali sovietici. Putin ne sta uscendo sempre più forte, gode dell’appoggio della maggior parte della popolazione e soprattutto si trova in una situazione potenzialmente perfetta. Perché se fosse vero ciò che hanno affermato molti esponenti dell’Alleanza Atlantica, cioè che lo Zar sarebbe pronto ad attaccare altre Repubbliche Baltiche, l’Europa si troverebbe in una situazione di estrema debolezza. E l’eventuale elezione alla Casa Bianca di Trump, che i sondaggi Usa vedono in vantaggio, con ogni probabilità toglierebbe ai Paesi europei parte dell’appoggio militare ed economico americano. Ora gli errori commessi da Bruxelles, Parigi e Berlino e dal resto degli alleati vengono al pettine. (continua dopo la foto)

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E sono errori enormi, sui quali gli storici potranno sbizzarrirsi nel cercare i principali colpevoli. Il primo errore è stato di pensare che l’Ucraina potesse vincere la guerra. E quindi, anziché cercare da subito un tavolo di pace, scegliere la via bellica rifornendo di armi e di aiuti Zelensky. Con un solo risultato: quello di prolungare inutilmente il conflitto, con la tragica conseguenza della morte di decine di migliaia di persone, per poi dover prendere atto della vittoria Russa. Il secondo è stato di sguarnire i propri arsenali militari inviando armi a più riprese all’Ucraina. Ora i vertici degli eserciti europei lanciano l’allarme: in caso di conflitto le munizioni basterebbero per pochi mesi. Quindi, quando ci si siederà finalmente al tavolo delle trattative con Putin, l’Europa sarà debole. Mentre se avesse trattato subito, lo avrebbe fatto da una posizione di forza. E se lo Zar decidesse di non fermarsi all’Ucraina – anche se ha sempre smentito fermamente questa ipotesi – L’Unione Europea si troverebbe in grossi guai. E con poche risorse da spendere.

Ultimo Aggiornamento: 15/05/2024 14:21