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L’Europa da Palme a Fico: è cambiato il clima

Pubblicato: 17/05/2024 13:02

Potrebbe sembrare una relazione sui cambiamenti climatici, ed in effetti il clima dell’Europa è totalmente cambiato dall’omicidio di Olaf Palme all’attentato a Robert Fico. Il politico svedese, Nobel per la pace, si batteva per i diritti, Fico è accusato, a parte di rapporti ‘ndranghetisti, di un abbassamento dei diritti di democrazia nel suo paese, verso l’indipendenza della magistratura e della stampa. Palme era uno dei leader della piccola, ma civile, Europa prima dell’abbattimento del muro di Berlino, e dell’espansione europea ad est, un Unione europea più omogenea, politicamente e culturalmente, oggi non è più così. La logica di allargamento mercatistico, influenzata dalla pervasività dell’euro, ha cambiato i connotati europei, ha mutato le famiglie politiche, e ci si è esposti ad altre culture, a volte addirittura anti europee. La Slovacchia di Fico, che fece la Brexit dalla parte Boema, ne è un esempio.

Un Europa senza leader, o con soli “giganti malati”

L’Europa degli anni 80 era una fucina di idee e speranze, oggi più che le speranze vigono paure e chiusure. Il clima, forse anche per effetto dei cambiamenti climatici si è surriscaldato, fuochi esterni sono ad est e a Sud, e il rischio deflagrazione sta crescendo esponenzialmente. Questo interessa una minoranza di elettori provveduti, ma le masse voteranno le prossime elezioni europee su slogan provinciali lanciati alle loro pance, più che alle loro ragioni. Sembra che si stia spegnendo l’epoca dei lumi che dal settecento francese, dal Cartesio di cogito ergo sum, tramite illustri pensatori in tutta Europa aveva permeato la cultura occidentale, ed anche quella americana di cui era figlia. L’uomo liquido come afferma Bauman si allontana sempre di più dalla ragione, e dalle ragioni dello stare insieme, non capisce più il contratto sociale perché gli animal spirits di cui è pervasa la società europea non sono più temperati da solide culture religiose, politiche e sociali. L’unico comune denominatore è l’incertezza del futuro, per giovani e vecchi, sono saltati patti generazionali e sapienze demografiche. I due punti nodali dell’Europa dovrebbero essere Welfare e Difesa, ma invece ci si divide su altro, su cariche, poltrone, regolamenti. All’Europa manca la politica ed i leader, gli Adenauer, i De Gasperi, oggi abbiamo solo nani deboli che devono competere con giganti malati ma aggressivi. 

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