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Svolta nel caso Unabomber, c’è il Dna dell’attentatore: “Estratto dall’analisi di vecchi reperti”

Pubblicato: 19/05/2024 13:49

Dall’inchiesta su Unabomber è arrivata una possibile svolta nelle indagini. L’attentatore che creò il panico nel Nordest, fra il 1994 e il 2007, potrebbe avere finalmente un volto dopo che sono stati acquisiti elementi utili grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici di ultima generazione. Dagli esami, come riportato sul Messaggero Veneto, sarebbero emerse tracce di Dna mitocondriale presente sui reperti trovati nelle zone degli attentati. A quel punto si dovrà procedere con la comparazione del profilo genetico dei sospettati. 

Alcuni di questi reperti sono stati sottoposti a un’analisi più completa e approfondita, in merito agli attentati compiuti dal 1994 al 1996 e dal 2000 al 2006 nelle province di Pordenone, Udine, Treviso e Venezia. Tra questi, ci sarebbero formazioni pilifere celate da una bomboletta di stelle filanti, un uovo, un tubo filettato, nastri isolanti sequestrati intatti da confezioni di pomodoro e di maionese, rilievi dattiloscopici, un inginocchiatoio, una scatoletta di sgombro, un congegno inserito sotto la sella di una bicicletta, una bottiglia di Coca Cola.

L’inchiesta su Unabomber è stata riaperta nel 2022 in seguito a quanto rilevato dal giornalista Marco Maisano, che stava lavorando a un podcast sull’argomento, e due delle vittime, Francesca Girardi e Greta Momesso, che hanno chiesto e ottenuto di riesaminare alcuni reperti, dai quali avrebbero rilevato tracce interessanti, tanto da far, appunto, riaprire il corposo fascicolo. In esso figurano i nomi di 32 persone (di cui una è deceduta), molte delle quali hanno acconsentito al prelievo del Dna.

Maurizio Paniz, legale di uno dei sospettati Elvo Zornitta, ha espresso tutta la sua contrarietà rispetto quanto è stato riportato nei giornali. “È inconcepibile che escano notizie che hanno determinato le pagine dei giornali di oggi e la difesa non ne sappia niente. Mi fa sorridere il fatto che i giornali scrivano ‘fitto riserbo degli investigatori’, mi chiedo allora come siano uscite queste notizie”. L’avvocato si è sempre detto  “felicissimo di qualsiasi indagine, di qualsiasi approfondimento”, ma sulla conservazione dei reperti nutre “significativi dubbi perché in questi anni le manipolazioni possono essere state molteplici e quindi non credo sia stata garantita la conservazione”. 

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