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Libertà di stampa in Italia, la polizia porta via i giornalisti

Pubblicato: 23/05/2024 20:03

Il 23 maggio tre operatori TV e fotoreporter sono stati identificati, trattenuti e perquisiti dalla polizia a Roma, in occasione di una protesta di Ultima Generazione. Secondo quanto riportato da professionereporter.eu, i giornalisti coinvolti sono Angela Nittoli, collaboratrice videomaker de ilfattoquotidiano.it, Massimo Barsoum, fotografo del Corriere della Sera, e Roberto Di Matteo, videomaker freelance per La7.

La protesta di Ultima Generazione, che si batte per la sensibilizzazione sul cambiamento climatico attraverso la disobbedienza civile non-violenta, riguardava le morti sul lavoro. I cronisti sono stati fermati dalla polizia prima di un blitz presso il ministero del Lavoro, in via Veneto. Gli agenti, sia in divisa sia in borghese, hanno chiesto ai giornalisti di mostrare i documenti, trattenendoli per circa mezz’ora e impedendo loro l’uso dei cellulari.

I tre operatori sono stati successivamente portati al Commissariato Castro Pretorio per ulteriori controlli. Qui sono stati sottoposti a perquisizioni personali e trattenuti in una “celletta” con la porta blindata aperta ma sorvegliata, per circa due ore. Questo ha impedito ai cronisti di documentare l’azione di Ultima Generazione, che ha visto l’imbrattamento di nero del palazzo del ministero.

Altri casi di blocco preventivo della libertà di stampa sono avvenuti a Messina e a Padova durante azioni simili di Ultima Generazione. L’Fnsi e l’Ordine dei giornalisti avevano già chiesto un incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per discutere delle interferenze della polizia con il lavoro dei giornalisti. Il ministro aveva negato l’esistenza di un modus operandi specifico contro i giornalisti. Tuttavia, l’Fnsi ha dichiarato: “Dopo quello che è accaduto oggi, appare evidente che esista una linea di intervento per scoraggiare i cronisti dal documentare i blitz di questi attivisti. Tutto questo si concretizza in una palese violazione delle leggi sulla stampa e dell’articolo 21 della Costituzione e sa drammaticamente di censura preventiva, oltre che di violazione del dovere di informare”.

Nel frattempo, gli attivisti di Ultima Generazione hanno continuato le loro azioni, con oltre sessanta denunce in totale per episodi di imbrattamento e blocco del traffico. Recentemente, i ministeri della Giustizia e della Salute sono stati bersaglio delle loro proteste, con la facciata del ministero del Lavoro spruzzata di nero per denunciare i dati allarmanti sugli infortuni e le morti sul lavoro nel 2023.

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