Vai al contenuto

Quando la Chiesa boccia le idee del governo: “Autonomia porta distinzioni e squilibri”

Pubblicato: 24/05/2024 14:17

La Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha recentemente sollevato dubbi e preoccupazioni riguardo il progetto di legge sull’La Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha recentemente sollevato dubbi e preoccupazioni riguardo il progetto di legge sull’autonomia differenziata, mettendo in luce il rischio che tale legge possa accentuare gli squilibri esistenti tra le diverse aree del Paese. La Cei, che ha sempre posto al centro del suo interesse il benessere di ogni persona e delle comunità su scala nazionale, teme che l’attuazione di questo progetto possa erodere il vincolo di solidarietà tra le regioni, fondamentale per l’unità della Repubblica.Secondo la Cei, il settore della sanità è quello più a rischio. L’autonomia differenziata potrebbe infatti portare a un incremento delle disuguaglianze già presenti, soprattutto per quanto riguarda la tutela della salute. Quest’area, che assorbe una quota significativa delle risorse regionali, risulta particolarmente sensibile alle modifiche proposte, le quali potrebbero risultare inadeguate alle aspettative dei cittadini sia nei tempi sia nelle modalità di erogazione dei servizi.Il timore esprime dalla Cei è che tali cambiamenti possano non solo influenzare negativamente la qualità e l’efficienza dei servizi sanitari, ma anche minare i principi di equità e coesione sociale. In questo contesto, i vescovi richiamano anche l’eredità di Luigi Sturzo, sottolineando che gli sviluppi del sistema delle autonomie dovrebbero riflettere una continua attenzione alla definizione uniforme dei livelli essenziali di prestazioni relative ai diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale.La posizione della Cei sull’autonomia differenziata è chiara: ogni modifica al sistema attuale deve essere valutata con cautela, considerando le possibili ripercussioni su quelle regioni meno avvantaggiate e sulla solidarietà che lega le diverse parti d’Italia. Questo approccio riflette un impegno profondo verso il mantenimento di un equilibrio che favorisca il benessere collettivo e rafforzi l’unità nazionale, in linea con i valori di equità e solidarietà che hanno sempre guidato l’azione della Conferenza Episcopale Italiana., mettendo in luce il rischio che tale legge possa accentuare gli squilibri esistenti tra le diverse aree del Paese. La Cei, che ha sempre posto al centro del suo interesse il benessere di ogni persona e delle comunità su scala nazionale, teme che l’attuazione di questo progetto possa erodere il vincolo di solidarietà tra le regioni, fondamentale per l’unità della Repubblica.Secondo la Cei, il settore della sanità è quello più a rischio. L’autonomia differenziata potrebbe infatti portare a un incremento delle disuguaglianze già presenti, soprattutto per quanto riguarda la tutela della salute. Quest’area, che assorbe una quota significativa delle risorse regionali, risulta particolarmente sensibile alle modifiche proposte, le quali potrebbero risultare inadeguate alle aspettative dei cittadini sia nei tempi sia nelle modalità di erogazione dei servizi.Il timore esprime dalla Cei è che tali cambiamenti possano non solo influenzare negativamente la qualità e l’efficienza dei servizi sanitari, ma anche minare i principi di equità e coesione sociale. In questo contesto, i vescovi richiamano anche l’eredità di Luigi Sturzo, sottolineando che gli sviluppi del sistema delle autonomie dovrebbero riflettere una continua attenzione alla definizione uniforme dei livelli essenziali di prestazioni relative ai diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale.

La Cei contraria a rivoluzioni del sistema attuale

La posizione della Cei sull’autonomia differenziata è chiara: ogni modifica al sistema attuale deve essere valutata con cautela, considerando le possibili ripercussioni su quelle regioni meno avvantaggiate e sulla solidarietà che lega le diverse parti d’Italia. Questo approccio riflette un impegno profondo verso il mantenimento di un equilibrio che favorisca il benessere collettivo e rafforzi l’unità nazionale, in linea con i valori di equità e solidarietà che hanno sempre guidato l’azione della Conferenza Episcopale Italiana.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 24/05/2024 14:25