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Il giornalista Alberto Dandolo aggredito in casa di Milano. Gli hanno urlato: “Devi smettere di rompere i c…”

Pubblicato: 25/05/2024 22:40

Un inquietante episodio di violenza ha scosso la tranquilla serata milanese di Alberto Dandolo, noto giornalista di Dagospia e del settimanale “Oggi”. Due individui, dall’accento tipicamente del centro Italia, hanno fatto irruzione nella sua abitazione, aggredendolo e minacciandolo brutalmente. “Ti devi fare i cazzi tuoi, la devi smettere di rompere i coglioni“, avrebbero intimato i malintenzionati al cronista, lasciandolo sotto shock.

A dare notizia dell’accaduto è stato proprio il sito Dagospia, per il quale Dandolo scrive regolarmente. Nonostante il giornalista non abbia ancora formalizzato una denuncia, la redazione del sito ha espresso tutta la sua indignazione e determinazione a non farsi intimidire: “Siamo abituati a pressioni, minacce, querele, diffide. Ora siamo alla violenza fisica – si legge su Dagospia – Ma continueremo a fare il nostro lavoro e a denunciare, finché ci sarà possibile, chi ce lo impedisce”.

La solidarietà non si è fatta attendere. Carlo Verdelli, direttore di “Oggi”, ha preso posizione con fermezza, pubblicando un accorato appello su X (ex Twitter): “Chi ha picchiato a sangue Alberto Dandolo, giornalista mite e informato di Oggi e Dagospia? Per conto di quale mandante? E a chi ‘non dovrebbe più rompere i c……i’? Anche la linea della violenza fisica è superata. È gravissimo, spero sia chiaro a chiunque”.

Anche Vittorio Di Trapani, presidente della Fnsi, ha voluto esprimere la sua vicinanza e condanna per l’episodio: “L’aggressione subita da Alberto Dandolo è gravissima: un salto di qualità nel clima d’odio. Mi auguro che vengano individuati presto gli aggressori e i mandanti. A chi “non deve rompere i coglioni“? Massima vicinanza a lui, a Dagospia e Oggi“.

L’episodio mette in luce un’escalation preoccupante di minacce e violenza contro i giornalisti, un fenomeno che mina profondamente la libertà di stampa e il diritto all’informazione. La comunità giornalistica è in allarme, ma pronta a difendere con forza e coraggio il proprio lavoro e la propria dignità.

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Ultimo Aggiornamento: 26/05/2024 12:53