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“Gay? No, all’antica”: il grande problema del Papa che non sa come gestire i “froci”

Pubblicato: 28/05/2024 14:26

Pare, lo pubblicano alcuni giornali, che il Papa intervenendo sulle regole per l’ammissione al sacerdozio nei seminari abbia proferito che c’è già troppa frociaggine. Questo ha causato comprensibile shock tra i campioni della cultura gay, o trasgender, o semplicemente del politicamente corretto. Qualcuno magari potrebbe obiettare che Bergoglio, al di là delle sue aperture, della forte attività sui diritti umani che sembra tanto di sinistra, la difesa della pace e degli oppressi che sa tanto di Jeremy Irons in Mission, anch’esso gesuita, rimane un uomo del 900, che ha più di ottant’anni, e che i termini di quella generazione quelli sono. In più, oltre al danno enorme che la pedofilia ha arrecato all’immagine della Chiesa cattolica, la cosiddetta corrente gay tra le sfere vaticane spesso complotta con legami di maggior fratellanza dei monsignori eterosessuali seppur, forse, casti. C’è comunque il pregiudizio che l’omosessuale, al contrario dell’eterosessuale, non sappia frenare i suoi impulsi, in quanto più vizioso. Il dato lessicale è che Papa Francesco risdogani il frocio, guarda caso oggi, che c’è, nonostante il Benigni del campo largo, un clima meno tollerante, più omofobo.

“Gay? No, frocio”

Proprio lui, tacciato di simpatie sinistrorse da parte di alcuni ambienti di destra, si comporta così come i questurini che manganellano gli studenti, lui verbalmente versus i diversi, come diceva Pasolini. Forse oggi il grande poeta e scrittore avrebbe scritto un romanzo sui seminaristi di vita, maltrattati, anche se tollerati dalla curia. Il regolamento per chi entra in seminario vieta l’ingresso di chi pratica ostentatamente l’omosessualità, o ne diffonda la cultura gay. Quindi se uno la nasconde, come si fa ancora spesso ai genitori, e non ostenta, magari la pratica al buio dietro ad un broccato rosso cardinalizio, magari si può tollerare. Uno dei tremendi aggravi di alcuni peccati è quello di dare scandalo ai più piccoli. Non capivo mai ‘sta cosa dei più piccoli, poi mi spiegarono che con questo termine i più piccoli sono nella fede, quindi per ignoranza. Comunque il vero problema del Santo Padre non è che ci siano dei gay, ma che ce ne siano già troppi. E cosa fare con costoro? Curarli, pensando che sia una patologia, espellerli perché guasti e possono corrompere le anime? Farne un Ordine, magari minore, a parte ma casto? Tipo labora ma senza ora, perché può essere volgarmente equivocato. Sullo shock dei benpensanti del politicamente corretto ci pregiamo di rammentare una mirabolante battuta di un film di Özpetek, autore non certamente omofobo, Saturno contro. Interrogato da Lunetta Savino sul fatto se, come suo figlio, fosse gay Ennio Fantastichini cercò di rassicurarla dicendogli: Nooo, io sono all’antica, so’ frocio!

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