Vai al contenuto

Morgan dissa Bugo in tribunale, all’accusa di diffamazione aggravata risponde: “Processate un’opera d’arte”

Pubblicato: 28/05/2024 22:49

“Come si può processare un’opera d’arte, un gesto poetico? È una cosa interessante, meriterebbe un approfondimento questo tema”, ha dichiarato Morgan durante l’udienza del 28 maggio davanti al giudice monocratico Marta Bossi di Imperia. Morgan è imputato per diffamazione aggravata nei confronti di Cristian Bugatti, in arte Bugo, per i fatti avvenuti durante il Festival di Sanremo del 2020.
Leggi anche: Concertone, Morgan censurato? Ecco come è andata davvero

“Stanno processando un’idea artistica, un testo che non contiene volgarità, violenza o pornografia”, ha continuato Morgan, riferendosi alla canzone “Sincero” in gara quattro anni fa. Durante quel festival, Bugo abbandonò il palco dopo che Morgan cantò una versione modificata della loro canzone, attaccandolo pubblicamente, lasciando sorpresi il pubblico e i presentatori, Amadeus e Fiorello.

Morgan in tribunale davanti a Bugo

All’uscita dal tribunale, Morgan ha dichiarato di sentirsi leso nella propria dignità: “Sta nell’articolo 21 della Costituzione: diritto inviolabile, il merito e il rispetto di una persona, quando viene a mancare questo, mancano i presupposti per collaborare”. Alla domanda se accetterebbe di tornare sul palco del Festival con Bugo per fare pace, Morgan ha risposto: “Andiamoci piano. Sono sempre pronto a riconciliarmi con chiunque, anche con le peggiori esperienze sentimentali. Quando dici ti amo, devi dirlo per tutta la vita, non puoi odiare una persona a cui hai detto ti amo. Non capisco come abbia fatto Bugo a denunciare un artista. Gli artisti non si denunciano, al limite si ignorano”.

Screenshot

Nell’aula del tribunale, descritta da Morgan come «un palco dove il giudice è la star», era presente anche Bugo, che aveva deposto alla scorsa udienza come parte offesa. La vicenda riguarda le frasi e gli appellativi dispregiativi rivolti da Morgan a Bugo nel contesto di interviste televisive e della conferenza successiva alla finale del Festival di Sanremo del 2020. Tra questi, secondo ‘La voce di Imperia’, figurano termini come ‘dilettante’, ‘figlio di p…na’, ‘incapace di tenere il palco, ‘pronto a vendere la madre per il successo’, ‘uno che non ce la farà mai’, ‘massacratore e stupratore di canzoni’, ‘stupida testa di c…o’, ‘mentecatto’, ‘plagiato’.

Il legale di Morgan, l’avvocata Rossella Gallo del Foro di Milano, ha più volte ribadito che la presunta diffamazione non riguarda il cambio dei versi della canzone ‘Sincero’. Interrogato dal pm, Morgan ha ricostruito i difficili rapporti con Bugo e il suo management, affermando di essere co-autore del brano ‘Sincero’. Ha inoltre dichiarato: “Amadeus mi ha detto: a me non importa se c’è Bugo o se non c’è, l’importante è che venga tu. Se vieni da solo, scegli il tuo brano; se vieni con Bugo, scegli tu quale brano presentare”. Morgan ha spiegato che il cambio dei versi non era premeditato, ma scritto cinque minuti prima di salire sul palco, definendolo un atto di poesia e un ribaltamento algebrico del testo originale. “È stato un dissing, una cosa normalissima, ma lui non essendo all’altezza è scappato”, ha concluso.

Continua a leggere su TheSocialPost.it