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Il “Paese dei morti viventi” è in Svizzera. Ecco cosa fanno i ricchi per sfuggire (forse) alla morte

Pubblicato: 30/05/2024 11:26

Si sa, il tema dell’immortalità ha fatto la fortuna di molti scrittori di fantascienza, mentre l’enigma della morte, con tutte le domande che porta con sé, tormenta l’umanità dall’inizio dei tempi. Ma oggi, con il progresso tecnologico, si stanno aprendo nuove possibilità. Non per puntare all’immortalità, ma a un prolungamento della vita (per la gioia degli enti pensionistici) che potrebbe essere anche significativo. O almeno è quello che sperano le 377 persone che hanno raggiunto Raft, un paesino di 4.000 anime nel Cantone di Zurigo, in Svizzera. Ci sono andate perché lì lavora il dottor Emil Kendziorra, un esperto in criogenizzazione, che è impegnato in studi avanzati sull’ibernazione di tessuti umani che vengono trattati e conservati a temperature bassissime. Il tema non è nuovo, ma la tecnologia è notevolmente migliorata in questi anni. Così 377 persone, fra cui 15 italiani, hanno deciso di sottoporsi a questo procedimento, nella speranza che in futuro qualcuno possa riportarli in vita. (continua dopo la foto)

Il problema è che per ora non esiste alcuna garanzia di risveglio e, perché sia possibile essere “riportati indietro” dal sonno glaciale, ci vorranno almeno 200 o 300 anni. Oltretutto senza sapere nemmeno in che condizioni si troveranno i corpi rimasti ibernati così a lungo. Ma c’è chi è disposto a correre il rischio, pur di non lasciare definitivamente questa Terra. Si tratta di persone con notevoli disponibilità economiche, perché il “trattamento” costa circa 200.000 Euro. Per iscriversi alla start up Tomorrow Biostasis e “prenotare” l’ibernazione, invece, occorre pagare una quota di ingresso di 25 Euro mensili (300 Euro l’anno). La lista d’attesa, a quanto pare, raccoglie più di 400 nominativi. Una volta arrivato il momento di sottoporsi alla procedura, il corpo viene congelato con l’uso di azoto liquido e conservato a una temperatura di -196 gradi. Quello che accade dopo non suona molto romantico: i corpi criogenizzati, infatti, vengono caricati in ambulanza e portati in un magazzino debitamente attrezzato di proprietà di Rafz. (continua dopo la foto)

A pensarci, bisogna avere un grande coraggio per sottoporsi a un simile trattamento. Ma evidentemente la paura della morte, per alcuni individui, è così grande da superare l’angoscia di secoli vissuti “sotto ghiaccio”. In attesa di un risveglio che non è affatto sicuro. “Sebbene la ricerca medica sia in costante progresso”, avvisa infatti il sito di Tomorrow Biostasis, “attualmente non è ancora possibile rianimare un essere umano dopo che è stato criopreservato”. In ogni caso, fa impressione pensare a un corpo imprigionato nel “sonno freddo” per centinaia di anni. Le domande sono molte. Il soggetto proverà qualcosa? Sognerà? O sarà avvolto in un nulla circondato di azoto liquido? O in un incubo senza fine nel quale si troverà sospeso e in solitudine senza poter cominicare, per esempio, di avere cambiato idea? Domande che a quanto pare non scoraggiano le centinaia di persone benestanti che accettano di correre il rischio. In attesa di risvegliarsi in un nuovo mondo sconosciuto.

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