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Dopo “stro***” e frociaggine, ora sdoganiamo anche il Suca

Pubblicato: 31/05/2024 19:06

Stronza” è stato sdoganato in colloqui istituzionali dalla Presidenza del Consiglio, anche se avendo la Meloni scelto un’accezione maschile, il Presidente del Consiglio, sarebbe stato più corretto che si autodenominasse “stronzo”, però capiamo che oggi è Giorgia e quindi non discutiamo. Certo tutto questo speriamo sia confinato nel provincialismo italico, perché se gli scappa con Putin è un attimo che siamo invasi.

Perfino l’antico epiteto romano “frocio” è salito agli altari della cronaca, al sacro soglio di Pietro. Alcuni pensano che sia stato un errore di comunicazione del Santo Padre, una parola ricordata dai tempi in cui frequentava a Roma università pontificie, invece si tratta di una innovativa strategia di semplificazione del linguaggio della Chiesa. In tempi di ignoranza il latino è come il primo Nokia.

Non si sa se la nuova comunicazione vaticana sia stata appaltata a Luca Morisi, l’ex capo della “bestia” di Salvini, ma l’idea ha funzionato, in tempi di chiese vuote del Pontefice ne hanno parlato in tutto il globo. A sinistra oggi c’è chi si affanna a fare dei distinguo, dopo aver detto ovunque Francesco uno di noi, anche perché la Schlein sulle parolacce, come su altro, proprio non c’è. È tragico essere i leader del politicamente corretto ai tempi del dito medio, come quello di bossiana memoria.

Però c’è da fare un appello, soprattutto ai palermitani nel mondo, per sdoganare il Suca. Ci ha provato il mitico Gianfranco Miccichè, ma in una conversazione privata, anche se resa pubblica come tutte le intercettazioni, ma non basta. Ci vorrebbe un alto momento istituzionale. Se per esempio il 2 giugno, festa della Repubblica, il Presidente di tutti, Sergio Mattarella, volesse pronunciare un bel Suca nei confronti dei rutilanti ospiti al buffet dei giardini del Quirinale, renderebbe chiara l’Unita Nazionale. In caso contrario, per inequivocabile razzismo, il noto termine palermitano verrebbe usato solo privatamente, non consentendone un uso altamente pubblico. Forza Presidente, sia uno di noi, la dica la parolaccia

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