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Hamas diffonde un video con la voce dell’ostaggio Noa Argamani: ecco cosa dice

Pubblicato: 31/05/2024 19:40
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Hamas ha diffuso un nuovo video in cui si sente la voce di una persona che i parenti hanno identificato come Noa Argamani. Secondo i media israeliani, nel video Noa chiede a Israele di lavorare per il suo rilascio, dopo 237 giorni di prigionia. La giovane era stata rapita dai miliziani durante il Festival rave Supernova nel deserto del Negev. Il video del suo sequestro, in cui si vedeva la studentessa israeliana in lacrime separata dal fidanzato e gridare aiuto, era circolato subito dopo il massacro, diventando virale.
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In quella clip di dieci secondi, si vede Noa caricata sul retro di una moto e portata nella Striscia di Gaza. Nel frattempo, le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno confermato per la prima volta di essere impegnate in una “operazione mirata” contro i miliziani di Hamas nel centro di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, basata su informazioni di intelligence. Le truppe hanno localizzato lanciarazzi, tunnel e depositi di armi utilizzati da Hamas, secondo quanto dichiarato dai militari.

Cosa chiede Noa Agamani nel video di Hamas

Nell’audio rilasciato da Hamas l’ostaggio Noa chiede agli israeliani di manifestare a migliaia per un accordo. Nel video rilasciato da Hamas l’ostaggio Noa Argamani invita a manifestare per un accordo sul rilascio degli israeliani nelle mani dei terroristi: “Migliaia di donne e uomini escano e blocchino le strade di Tel Aviv e non tornino a casa finché non torniamo a casa”, si sente dire Argamani. “Non mettete il nostro destino nelle mani di Netanyahu e del gabinetto di guerra”.

Argamani è detenuta da Hamas da 238 giorni. La famiglia Argamani ha chiesto “di non rilanciare il video sui media”. Questa operazione evidenzia gli sforzi continui delle forze israeliane per contrastare le attività di Hamas e neutralizzare le sue capacità offensive. La situazione resta estremamente tesa, con azioni militari che continuano a influenzare la vita quotidiana sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania, e con il destino di persone come Noa Argamani che rimane incerto, suscitando preoccupazione e tensione sia a livello locale che internazionale.

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