Vai al contenuto

Elezioni europee, l’Italia si presenta piccola piccola (e confusa)

Pubblicato: 02/06/2024 07:51

Elezioni europee, altro che sfida Meloni-Schlein. I risultati del voto di sabato e domenica prossimi rischiano di far vedere un’Italia piccola piccola da Bruxelles e Strasburgo, constatato che le beghe tra partiti e gruppi politici di casa nostra stanno offuscando l’obiettivo. Il voto europeo presenta infatti una posta in gioco altissima, con l’Italia che rischia di sedersi a un tavolo con altri 26 giocatori con poche fiches pesanti. Vediamo cosa c’è in ballo per il futuro a lungo termine e le anomalie che potrebbero farci “riconoscere” nella futura Ue.
Leggi anche ”Sono quella str**** della Meloni”, il mega comizio di Giorgia inizia così

Premessa: le politiche realizzate dall’Unione europea degli ultimi anni hanno dovuto affrontare temi epocali, come le crisi migratorie, un’economia tutt’altro che florida, gli eventi climatici disastrosi, infine le guerre alle porte del continente. Per non dimenticare la pandemia da Covid-19. Basta questo mini-elenco a far comprendere che l’Europa che verrà non avrà bisogno del conteggio tutto italiano sugli equilibri tra i partiti di governo e di opposizione (si vota con il sistema proporzionale puro). O peggio, di un referendum su chi guida Palazzo Chigi, come la stessa presidente del Consiglio ha orientato la sua campagna elettorale. 

Il prossimo Parlamento europeo, che sarà composto da 720 deputati (rispetto ai 705 attuali), dovrà affrontare temi come quello di una politica estera – e militare – continentale, necessaria ad affrontare le sfide geopolitiche che il nuovo scenario occidentale ha di fronte. Ma anche disegnare politiche efficaci per affrontare e contrastare il cambiamento climatico, con tutte le conseguenze che ciò comporterà per i conti economici di ciascun Paese membro. Di tutto questo, quanto emerge dagli interventi elettorali dei candidati simbolo – tutti o quasi i leader di partito – italiani? Molto poco.

Anomalia nell’anomalia, il caso Ucraina. Sulla necessità di consentire a Kiev di impiegare le armi fornite da Usa ed Europa per attaccare anche entro i confini della Russia si è raccolto un fronte internazionale molto ampio, con il sì convinto di Biden. Mentre il no dell’Italia (che è in linea con pochi altri Paesi, tra cui l’Ungheria) ha finito per compattare sia la maggioranza di destra-centro che l’opposizione. 

Di fatto, allo stato dell’arte stona non poco il fatto che il responso ai seggi del prossimo fine settimana sia destinato a “pesare” la maggioranza di governo italiana, portando a ridiscutere gli equilibri tra gli alleati Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Con la sfida aperta tra Meloni e Salvini, che governano insieme qui ma militano in gruppi diversi in Europa; e che si lanciano a rappresentare le due facce del sovranismo, con un gran balletto sulle alleanze che dovranno votare per la nuova assemblea. 

Intanto va ribadito che l’Italia che l’8 e il 9 giugnoeleggerà i suoi 76 eurodeputati rappresenta un’anomalia certificata, pur essendo una delle delegazioni nazionali tra le più numerose. Alla prossima consultazione infatti la schiera dei deputati italiani arriva in ordine sparso e confuso. I più numerosi sono quelli del gruppo Identità e Democrazia (in cui c’è la Lega): sono 23 in base al risultato dei salviniani nel 2019, che arrivò al 34%, ma le previsioni parlano di un forte ridimensionamento. Poi ci sono 15 eurodeputati italiani tra i Socialisti (gruppo S&D); altri 12 sono nel Partito popolare Europeo (dove c’è Forza Italia), mentre sono 10 quelli con Ecr (Conservatori e riformisti in cui milita FdI); infine altri 4 eurodeputati sono con Renew (Liberali, qui c’è Italia Viva) e 3 nei Verdi. Altri 9 parlamentari italiani sono tra i non affiliati, come quelli eletti nel 2019 nel Movimento 5 Stelle che non aderisce a nessuna gruppo europeo.

Ricapitolando, il centrodestra italiano unito a Roma si è messo in marcia per Bruxelles su strade e binari diversi. FdI, Lega e Forza Italia-Noi moderati al Parlamento europeo di Strasburgo già militano in tre gruppi politici diversi, ognuno di questi con alleati di coalizione spesso scomodi. Se Fratelli d’Italia sta con Ecr (Conservatori e Riformisti, con la Meloni presidente) farà a gara con Identità e Democrazia, con fondamenta sovraniste super sponsorizzato da Salvini, che accoglie Marine Le Pen e molti partiti di estrema destra continentali. Con molti dei quali Forza Italia (che è nel Ppe, oggi il gruppo più numeroso al Parlamento) ha ribadito di non prevedere alcuna alleanza futura.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 02/06/2024 11:40