Vai al contenuto

Parcheggia l’auto in divieto di sosta: muore motociclista. L’attore Mauro Santopietro accusato di omicidio stradale

Pubblicato: 02/06/2024 13:08

Un parcheggio in divieto di sosta e lo schianto mortale. L’incidente è avvenuto il 28 settembre del 2022 in via Aurelia Antica, vicino ad uno degli ingressi di Villa Pamphilj, nei pressi del civico 183. La vittima, Riccardo Fortuna, 58 anni, sposato, imprenditore. Quel mattino di due anni fa, Mauro Santopietro, volto noto di un “Posto al Sole”, era andato al parco con la Toyota di un’amica per fare una passeggiata insieme al cane. Parcheggia la macchina vicino al civico 183, dove però c’è un cartello che segnala la sosta vietata. L’attore scende ed entra. Qualche minuto dopo, Fortuna imbocca con lo scooter Piaggio Beverly 400 via Aurelia Antica. Purtroppo qualcosa lo fa sbandare. Perde il controllo della moto, che scivola diversi metri sulla strada e finisce per schiantarsi contro la Toyota.
Leggi anche: Moto si schianta contro un muro: muore 17enne, illeso l’amico

L’incidente e l’accusa di omicidio stradale

Altre auto quel mattino sono parcheggiate in sosta vietata. Tuttavia, l’aspetto è irrilevante secondo la Procura. La macchina contro cui va a schiantarsi l’imprenditore è quella dell’attore che, lì, non doveva stare. Lo scontro è violentissimo. L’uomo riporta ferite molto gravi. Le condizioni sono disperate: proprio in quel momento passa un’ambulanza. I paramedici provano a soccorrerlo, a salvarlo. Non c’è niente da fare. Le lesioni ai polmoni sono troppo gravi. Intanto la polizia fa i rilievi ed eleva una multa al proprietario dell’auto parcheggiata in sosta vietata. Mauro Santopietro, attore della soap opera un «Posto al sole» e papà nel noto spot pubblicitario della pesca, rischia di finire a processo per la morte di un motociclista finito contro la sua auto parcheggiata in sosta vietata. Il reato per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio è l’omicidio stradale.

Come ricostruisce la consulenza dell’accusa, redatta dall’ingegner Fabrizio Ceramponi (lo riporta il Corriere della Sera oggi) l’impatto con la macchina è decisivo. Se la Toyota non ci fosse stata, il tipo di ferite riportate da Fortuna – i cui familiari sono assistiti come parte civile dall’avvocato Eduardo Auricchio – sarebbe stato diverso. Forse meno grave. Di certo quelle patite nell’impatto sono lesioni letali. Pertanto la presenza della macchina parcheggiata da Santopietro, ancora assai scosso per l’accaduto, diventa il fattore determinante della tragedia. Ma c’è un cartello che vieta di parcheggiarla in quel punto proprio per una questione di sicurezza stradale. Troppe macchine ammassate lungo la via potrebbero costituire un pericolo per chi guida auto e moto. Come la morte tragica di Fortuna dimostra.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 02/06/2024 13:18