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“Potevano salvarsi!”; “Ci sono scivolati via”. Patrizia, Bianca e Cristian: gli ultimi minuti prima di scomparire

Pubblicato: 02/06/2024 08:36

«I ragazzi erano nel panico, ma la situazione non era ancora compromessa: li separavano dalla salvezza soltanto un paio di metri d’acqua, con altezza ancora limitata». Così, a TeleFriuli, l’autista di scuolabus ha raccontato i drammatici momenti in cui ha lanciato l’allarme per i tre giovani dispersi dopo essere stati travolti dalla piena del fiume Natisone a Premariacco, tra Udine e il confine sloveno.
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Il tragico episodio si è verificato il 31 maggio. L’autista ha spiegato di aver notato i ragazzi mentre attraversava il ponte Romano. «Purtroppo erano indecisi sul da farsi: stavano cercando il punto più basso dove poter attraversare, ma erano impanicati e ho subito chiamato i carabinieri», ha dichiarato ancora l’uomo.

Sono le 13.35. I carabinieri allertano i pompieri che però sono già stati contattati 5 minuti prima, alle 13.30, da Patrizia. Cividale dista 7 chilometri, Udine 15. Ma ad arrivare sulla scena sono i pompieri di Udine perché quelli di Cividale sono fuori per degli alberi caduti. Nel frattempo, l’acqua continua a salire.

Arrivano i vigili del fuoco e lanciano dei barchini dal ponte, ma c’è troppa corrente. Nemmeno le funi protese raggiungono le mani dei ragazzi. Quando un pompiere capisce che la situazione è drammatica, si tuffa e tenta di andare al di là dell’isolotto dove sono imprigionati Patrizia e i suoi amici. Rischia la vita ma deve arrendersi: la corrente è fortissima. Resta l’urlo del pompiere che invita dal ponte i tre ad abbracciarsi. «Fate massa, fate massa». Poi l’isolotto scompare con Patrizia, Bianca e Cristian.

Un minuto e mezzo dopo, compare l’elicottero. Lo sgomento dei pompieri è palpabile: «Ci sono scivolati via».

Un video che sta circolando nelle ultime ore riprende i tre giovani mentre si abbracciano stretti, forse nel tentativo di contrastare le violente correnti del fiume. I ragazzi sono stati inoltre visti in una zona molto vicina all’argine, da cui li separava soltanto una prima lingua d’acqua. Secondo quanto ricostruito, hanno infine desistito dall’intento di provare a guadare quel tratto e si sono invece ritirati progressivamente verso il centro del greto, dov’è avvenuto l’innalzamento repentino del livello dell’acqua.

Oggi, 2 giugno, la comunità è ancora sotto shock e le operazioni di ricerca proseguono senza sosta. I soccorritori sono impegnati in una corsa contro il tempo, ma ormai non ci sono più speranze di trovare i ragazzi in vita. La piena del fiume, alimentata dalle recenti piogge intense, ha reso il compito dei soccorritori ancora più arduo.

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Ultimo Aggiornamento: 02/06/2024 12:18