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Eluana Englaro, l’ex dg della sanità lombarda condannato. Il padre: “Chi ci ha ostacolato deve pagare”

Pubblicato: 03/06/2024 14:07
Eluana Englaro Lucchina condannato

Colpo di scena nel caso di Eluana Englaro. La Corte dei Conti ha condannato l’ex direttore generale della sanità Lombarda Carlo Lucchina a pagare 174.453,88 alla Regione Lombardia per il danno erariale causato dalle sue decisioni sulla vita e sulla morte di Eluana. Nel 2008 l’allora manager impose a tutti gli ospedali lombardi di non applicare la decisione della Corte d’appello che permetteva ai genitori della ragazza, che si trovava in stato vegetativo da ormai 17 anni, di interrompere l’alimentazione forzata.
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La sentenza della Corte dei Conti

Una concezione personale ed etica del diritto alla salute inteso come essenzialmente volto ad assicurare le cure più opportune per garantire il bene della vita della persona, frutto di un’autoritativa e unilaterale concezione del diritto alla salute, che si è posto in esatta antitesi con il provvedimento definitivo del giudice civile e con la diversa rappresentazione da questi manifestata del diritto alla salute come diritto dell’ammalato di rifiutare le cure. – queste le motivazioni della sentenza di condanna emessa dalla Corte dei Conti – Un rifiuto assoluto di prestazione che esprime, in realtà, non una impossibilità tecnica di eseguire la prestazione richiesta o un impedimento di ordine fattuale, ma è frutto di una personale e autoritativa interpretazione del diritto alla vita e alla salute, per cui le strutture sanitarie sarebbero deputate alla presa in carico diagnostico-assistenziale dei pazienti e non possono procedere, invece, alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale”.

La decisione di Lucchina impedì di fatto a qualsiasi struttura ospedaliera lombarda di disattivare il sondino nasogastrico con cui veniva tenuta in vita Eluana Englaro. Il padre Beppino Englaro fu costretto a trasferire sua figlia dalla Casa di Cura ‘Beato Luigi Talamoni’ di Lecco, dove era ricoverata, in una struttura privata a Udine dove la figlia morì il 9 febbraio 2009.

Il commento di Beppino Englaro

Dopo la morte di Eluana, Beppino Englaro aveva fatto ricorso alla Corte dei Conti della Lombardia che però, in primo grado, aveva assolto Lucchina dall’accusa di danno erariale indiretto escludendo dolo o colpa grave nella sua condotta e ritenendo che la sua scelta “fosse stata ponderata a seguito di istruttoria con l’avvocatura regionale e richiamando la posizione contraria che nel gennaio 2008 aveva espresso il Ministro della Salute con un comunicato stampa, con cui aveva evidenziato la mancanza di un obbligo puntuale a carico di una struttura del servizio nazionale a seguito del provvedimento della Corte di cassazione sul caso Englaro”. Ora però la procura contabile guidata da Paolo Evangelista ha fatto ricorso contro quella sentenza di assoluzione che ora è stata ribaltata in appello.

“Potevano evitare tutto ciò che hanno combinato. – questo il commento a caldo di Beppino Englaro – Ora si rendono conto, è chiaro che hanno sbagliato e ne devono rispondere. Loro hanno ostacolato, io ho agito nella legalità, chi ha ostacolato se la vede ora. Sapevo di avere un diritto ed era chiaro che lo ostacolavano, tanto che sono dovuto uscire dalla regione. Ora sono problemi loro, io giustizia me la sono dovuta fare da me, sempre nella legalità e nella società, loro hanno commesso qualcosa che non dovevano commettere. Per me era tutto chiaro anche allora, li ho dovuti ignorare e andare per la mia strada”.

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Ultimo Aggiornamento: 03/06/2024 14:10