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Ustica, l’ipotesi “nucleare”. Chi fu davvero ad abbattere il DC9. La tesi in un nuovo libro

Pubblicato: 03/06/2024 11:14

La strage di Ustica, con l’abbattimento di un DC-9 Dell’Itavia avvenuto il 27 Giugno 1980 nel quale morirono 80 persone e a cui seguirono menzogne, insabbiamenti, processi non risolutivi e un’impenetrabile cortina di segretezza di Stato, segna uno dei capitoli più cupi della storia dell’Italia contemporanea. Oggi del caso è tornato a occuparsi un giornalista investigativo, Claudio Gatti, insieme alla trasmissione Report. Gatti, che studia i fatti di Ustica da oltre tre decenni, nel suo “Il Quinto Scenario – Atto secondo“, ha proposto una soluzione che definisce “storicamente, geopoliticamente e militarmente conforme alla realtà”. E dopo avere analizzato la tragedia da ogni punto di vista, con il suo lavoro propone, per l’appunto, un “quinto scenario”. Quello secondo cui ad abbattere per errore il DC-9 Itavia furono gli israeliani. Sarebbe questo il motivo per cui la magistratura, che ha seguito gli scenari libico, italiano, americano e francese non è mai riuscita ad andare oltre alle ipotesi, senza approdare a una soluzione. (continua dopo la foto)

Per realizzare il suo libro il giornalista ha cambiato approccio. E si è chiesto quante volte nella storia fosse capitato un incidente simile a quello di Ustica. Cioè quando un velivolo civile fosse stato abbattuto in un agguato aereo in tempo di pace. Gatti ha trovato una risposta: prima del 1980 era accaduto un solo altro caso paragonabile a quello di Ustica. Nel 1973, l’Aeronautica militare israeliana aveva abbattuto un aereo civile che trasportava oltre 100 passeggeri. E due anni dopo aveva studiato un piano di agguato a un altro aereo civile fermato solo all’ultimo momento. Il giornalista ha così potuto verificare che nel periodo della tragedia di Ustica Israele aveva sia la capacità militare, sia la motivazione per compiere quell'”atto di guerra” nel Mediterraneo. A contare, in questo caso, era soprattutto il fatto che per Israele era in gioco la sua stessa sopravvivenza. (continua dopo la foto)

Il Presidente iracheno Saddam Hussein, infatti, secondo questa ricostruzione all’epoca stava lavorando alla costruzione di una bomba atomica. Questo all’interno di un programma nucleare condiviso con Francia e Italia. Gatti è riuscito a scoprire che proprio quel 27 Giugno 1980 era previsto, da parte della Francia, l’invio in Iraq di 12 kg di Uranio arricchito al 93%. Cioè già pronto per un uso militare. Il volo che avrebbe trasportato l’Uranio seguiva una tratta parallela a quella del DC-9 dell’Itavia. Per questo l’allora Presidente israeliano Begin e l’Aeronautica israeliana avrebbero deciso di abbattere il cargo che doveva trasportare l’Uranio impoverito in Iraq, inviando un aereo militare che volava in segreto senza poter essere tracciato. Ma al momento di intervenire, l’aviazione di Tel Aviv avrebbe sbagliato bersaglio, scambiando il DC-9 Itavia con l’aereo francese che portava il carico per Baghdad.

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