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Elisabetta Franchi condannata per le frasi discriminatorie: disse di assumere “solo over 40 che hanno già fatto figli”

Pubblicato: 05/06/2024 21:51

Il tribunale del Lavoro di Busto Arsizio ha emesso una sentenza che farà storia. L’imprenditrice Elisabetta Franchi e la sua azienda, Betty Blue S.p.A., sono state condannate per discriminazione contro le donne over 40. La pena impone alla società di avviare corsi annuali di formazione obbligatoria per tutti i dipendenti, compresa la stessa Franchi, al fine di promuovere un consapevole abbandono dei pregiudizi legati all’età, al genere e agli impegni familiari nelle fasi di selezione del personale per le posizioni di vertice.

La vicenda ha avuto origine il 4 maggio 2022, durante l’evento “Donne e Moda” a Milano, dove Elisabetta Franchi ha rilasciato dichiarazioni shock. La stilista ha affermato di preferire uomini o donne oltre i 40 anni per le posizioni di rilievo, poiché considerava tali individui ormai liberi da impegni familiari come matrimoni, figli e separazioni. Le sue parole, trasmesse anche in diretta su Facebook e YouTube, hanno suscitato immediata indignazione e sono state stigmatizzate da ministri e forze sociali.

La condanna: corsi annuali e una multa

La giudice Francesca La Russa ha riconosciuto il carattere discriminatorio delle dichiarazioni di Franchi e ha ordinato l’adozione di un piano di formazione aziendale sulle politiche discriminatorie. L’azienda dovrà implementare questo piano entro sei mesi, includendo la realizzazione di corsi annuali per promuovere la consapevolezza e l’abbandono dei pregiudizi legati all’età e al genere.

L’Associazione Nazionale Lotta alle Discriminazioni (ANLoD) ha portato avanti la causa contro Elisabetta Franchi e la sua azienda. Gli avvocati Silvia Conti, Carlo de Marchis e Carlo Cavalieri, rappresentanti dell’associazione, hanno evidenziato come le dichiarazioni della stilista fossero chiaramente discriminatorie, penalizzando ingiustamente le donne e violando i principi fondamentali di dignità sociale. La condizione della donna, relegata a ruoli subalterni fino a una certa età, è stata giudicata inaccettabile in una società moderna che dovrebbe valorizzare il lavoro femminile.

La sentenza del tribunale ha imposto a Elisabetta Franchi un contrappasso esemplare. Non solo la sua azienda dovrà modificare le proprie politiche di selezione del personale, ma lei stessa dovrà partecipare ai corsi di formazione. Questa decisione mira a garantire che tali atteggiamenti discriminatori siano eliminati alla radice, promuovendo un ambiente di lavoro più equo e inclusivo.

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