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Malasanità, anziano muore dopo tre ricoveri in ospedali diversi. I familiari contro l’Asl. Cosa è successo

Pubblicato: 05/06/2024 18:52

Un uomo di 74 anni ha perso la vita, a causa di un possibile episodio di malasanità, in seguito alla rottura di un femore. La vicenda è accaduta nel territorio della ASL di Latina, e ha spinto i familiari della vittima a rivolgersi allo studio legale Mattarelli-Mezzini per segnalare i fatti e sporgere denuncia contro la Asl di zona. La tragedia è stata portata alla luce dagli avvocati Rosita Mazzini, Eugenia Magno e dalla dottoressa Roberta Magnani, che per rendere pubblico il caso si sono rivolti al giornale locale Il Corriere della Città. Secondo la ricostruzione contenuta in un articolo a firma di Andrea Rapisarda, le vicissitudini dell’uomo sono iniziate dopo il primo intervento per la riduzione della frattura, infatti. Che avrebbe causato una srie di complicazioni, tanto da costringere l’anziano a sottoporsi a sette interventi chirurgici in poche settimane. A rendere il caso ancora più significativo, il fatto che i ricoveri siano avvenuti in tre diversi ospedali. (continua dopo la foto)

I fatti risalgono all’ottobre del 2021. Il 74enne ha subito un primo ricoverodurante il quale i medici hanno deciso di operarlo e di installare una protesi al femore, come da prassi in queste occasioni. L’intervento però non è risultato risolutivo, e il 74enne è stato ricoverato in una seconda struttura ospedaliera dove ha subito un’altra operazione. Proprio a seguito di questo intervento i suoi problemi si sono aggravati a causa, fra le altre cose, di un’infezione che ha costretto i sanitari a intervenire altre due volte chirurgicamente. Il permanere di condizioni instabili e il peggioramento della salute del paziente, anche a causa dell’infezione sviluppata intorno alla ferita, hanno suggerito un terzo ricovero in un’altra struttura ospedaliera. In questa occasione i medici hanno verificato che il secondo intervento era stato eseguito in maniera imperfetta e hanno deciso di rioperare l’anziano, anche per contenere l’infezione che nel frattempo era peggiorata. (continua dopo la foto)

Purtroppo le condizioni del paziente si sono in seguito aggravate in modo irreparabile. Il 74enne è deceduto nonostante le cure e gli sforzi dei sanitari nel dicembre del 2021. I legali della famiglia sono convinti che i problemi che hanno causato il decesso del loro parente siano sorti all’epoca del secondo ricovero, visto che dopo la prima operazione non erano emersi segni di infezione. La tesi degli avvocati è che l’infezione sia poi degenerata in una sepsi fatale per le cure insufficienti da parte dei dottori che lo avevano in cura presso la seconda struttura sanitaria. Inoltre, sempre secondo i legali, anche il primo intervento chirurgico sarebbe stato ritardato eccessivamente: ben otto giorni dopo la rottura del femore. Questo avrebbe potuto provocare complicazioni a causa dei frammenti ossei presenti nell’area della frattura. Naturalmente, la ricostruzione dello studio legale dovrà essere accertata e verificata dalle autorità competenti, per capire se ci troviamo di fronte, come gli elementi sembrerebbero suggerire, a un grave caso di malasanità. Aggravato dai tre diversi ricoveri a cui l’anziano è stato sottoposto prima di morire.

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