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Busto Arsizio, ristoratore a processo: faceva pagare una pizza anche 900 euro con la truffa del Pos rotto

Pubblicato: 06/06/2024 22:29
Busto Arsizio, ristoratore a processo: faceva pagare una pizza anche 900 euro con la truffa del Pos rotto

Nel giro di pochi mesi, un cliente di Busto Arsizio si è ritrovato a pagare circa 6.500 euro nella sua pizzeria di fiducia. In un caso, una pizza gli è costata 966 euro, senza che lui se ne accorgesse. Solo quando sua moglie, insospettita dal superamento del plafond mensile di 5.000 euro, ha controllato i movimenti del conto, la coppia ha scoperto di aver speso una cifra esorbitante in quella pizzeria, dove andavano ogni venerdì. Il ristoratore è ora sotto processo con l’accusa di truffa aggravata da abuso di prestazione d’opera, come riportato da La Prealpina.
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Dopo la denuncia del cliente, i carabinieri, coordinati dal pm Susanna Molteni, hanno ricostruito il presunto schema truffaldino, basato su un meccanismo relativamente semplice. Il titolare del locale e il cliente si conoscevano da tempo e tra loro c’era una solida fiducia. Di conseguenza, il cliente non aveva mai controllato attentamente quanto spendeva.

Come funzionava la (presunta) truffa e cosa sostiene l’accusa

Ogni venerdì, pagava le pizze con bancomat o carta di credito. Negli ultimi tempi, però, il ristoratore affermava che il Pos non funzionava correttamente, con problemi di linea che impedivano il pagamento al primo tentativo. Anche il contactless non funzionava, costringendo il cliente a inserire ogni volta il pin.

Secondo l’accusa, il ristoratore simulava questi problemi tecnici. Ogni tentativo fallito di pagamento si traduceva in realtà in prelievi molto elevati, di centinaia di euro. Questo schema ha permesso al ristoratore di accumulare una somma considerevole a spese del cliente ignaro. La truffa è stata scoperta solo quando la moglie del cliente ha notato il superamento del plafond mensile e ha controllato i dettagli dei movimenti sul conto.

Il caso evidenzia l’importanza di verificare regolarmente le proprie transazioni bancarie, anche quando ci si fida del venditore. La fiducia tra il cliente e il ristoratore è stata sfruttata per mettere in atto un’operazione di frode che, senza il controllo attento della moglie, sarebbe potuta andare avanti ancora per molto tempo. Il processo contro il ristoratore determinerà le conseguenze legali del suo comportamento.

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