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“4.500 soldati e aerei Mirage a Kiev”. Cosa vuole davvero Macron? Due possibili risposte

Pubblicato: 07/06/2024 17:17

Dopo le ultime affermazioni di Macron, ci si comincia a chiedere cosa voglia davvero il Presidente francese e quale sia la sua strategia. “Vogliamo formare una brigata francese“, ha dichiarato il Capo dello Stato transalpino, apparentemente indifferente all’isolamento in cui almeno in apparenza lo ha relegato il resto d’Europa. “La sfida è addestrare 4.500 soldati ucraini, equipaggiarli, addestrarli, difendere il loro territorio“. Una formula volutamente ambigua, perché questo significherebbe sicuramente inviare degli addestratori da Parigi, ma non è chiaro se il progetto preveda anche l’invio di soldati francesi. “Forniremo all’Ucraina caccia Mirage 2000-5“, ha aggiunto l’inquilino dell’Eliseo. Per poi tentare un’improbabile giravolta: “Bisogna chiedersi se questo sia un fattore di escalation. La risposta è no“. Ora, sembra che questa auto-risposta di Macron sia piuttosto scollegata dalla realtà, perché la Russia ha messo bene in chiaro che l’invio di tecnici, militari o armi per colpire in territorio sovietico potrerebbe a un grave inasprimento del conflitto fra Mosca e l’Alleanza Atlantica. (continua dopo la foto)

I vertici del Cremlino hanno spiegato anche che anche eventuali istruttori occidentali inviati a Kiev, sarebbero considerati dai russi bersagli leciti da colpire. E possiamo solo immaginare cosa potrebbe accadere se militari francesi cadessero vittime degli attacchi di Mosca. O se un aereo militare russo fosse abbattuto in territorio sovietico da un Mirage inviato dalla Francia. Inutile negare che più si tira la corda, più i rischi di un “incidente irrimediabile” aumentano. Macron ha anche aggiunto che “la pace non può coincidere con la capitolazione dell’Ucraina”. Ma a parte che Mosca non accetterà mai di compiere un completo dietro front, non si può nemmeno pensare di prolungare il conflitto all’infinito. Perché prima o poi si finirebbe inevitabilmente per allargare il fronte della guerra. Un rischio che persino il Segretario della Nato Stoltenberg, sinora decisamente interventista, sembra aver colto. E infatti nelle ultime dichiarazioni ha smorzato i toni. E nemmeno i principali leader europei sembrano disposti a seguire il Capo di Stato francese sulla strada che ha intrapreso. (continua dopo la foto)

Quindi, perché Macron ha deciso di agire in questo modo, finendo per auto isolarsi all’interno della stessa Alleanza Atlantica? Anche i Paesi di confine con la Russia, come la Finlandia, si sono affrettati a dichiarare che non hanno intenzione di mandare propri uomini in Ucraina. Per spiegare le scelte del Presidente francese, dunque, restano due ipotesi. Quella interna, che vorrebbe Macron impegnato a cercare di recuperare il suo consenso, ormai scivolato ai minimi termini, fra i suoi concittadini. In questo senso assumere il ruolo di “decisionista” potrebbe essere apprezzato da una parte dei francesi. Ma è una mossa molto rischiosa, perché l’effetto potrebbe anche essere l’opposto. Resta una seconda ipotesi. Cioè che l’inquilino dell’Eliseo si stia prestando a un gioco più complesso, deciso in accordo con gli Usa e con la Nato, e che le sue dichiarazioni minacciose nei confronti di Putin siano solo parte di un gioco diplomatico molto complesso. Una diplomazia “muscolare” che assomiglia tanto a quella che tenne il mondo imprigionato nelle dinamiche della Guerra Fredda fra gli Stati Uniti e l’impero comunista sovietico.

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