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Simone Borgese, potrebbero esserci altre vittime: l’ipotesi agghiacciante

Pubblicato: 07/06/2024 08:37

Simone Borgese, il 39enne arrestato nei giorni scorsi a Roma per lo stupro di una studentessa, potrebbe aver commesso altri abusi o molestie sessuali nel corso degli anni. Questa l’ipotesi degli investigatori, sulla base non solo da due precedenti per i quali Borgese era già stato condannato, ma anche del modus operandi che sembrerebbe suggerire una serialità: l’ultima violenza e quella precedente, nel 2015, su una tassista, sono entrambe avvenute in data 8 maggio e nello stesso quadrante della città. Gli investigatori invitano ora chi abbia subito eventuali molestie a denunciare.
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“Perché, nonostante la mia denuncia e la condanna in più gradi di giudizio, ha potuto reiterare il reato? Perché non è in carcere?” sono le domande che si fa la tassista violentata da Simone Borgese nel 2015, da quando ha saputo della nuova violenza ai danni di una 26enne. Borgese aveva chiesto scusa alla 43enne davanti ai giudici di piazzale Clodio e tramite lettere dal carcere, dichiarandosi “pentito” e “in preda alla droga”. Ma i giudici non gli credettero, ritenendolo un bugiardo. La 43enne stessa non gli aveva creduto e chiede che quell’uomo “pericoloso e vigliacco” sia messo nella condizione di non poter più fare del male a nessuno.
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Il gip, che lo ha spedito ai domiciliari per una nuova violenza, lo definisce un uomo senza controllo e non esclude che possa aver commesso altre violenze dalla scarcerazione del 2021. Di sicuro, l’8 maggio scorso, Borgese ha colpito ancora. Ha avvicinato una studentessa di 26 anni e, con una scusa, l’ha fatta salire in auto per poi abusarne in una stradina appartata. Prima le ha chiesto l’età, sorpreso dalla risposta: “Ti facevo più piccola, al massimo ventenne.” Forse cercava una ragazzina, come la diciassettenne che nel 2014 seguì nell’androne di casa e stuprò nell’ascensore.

L’ormai 39enne, dopo il carcere, si arrangiava con lavoretti saltuari come muratore o falegname. Per Piana del Sole e Magliana Vecchia girava sempre con la Multipla del marito della madre, la stessa auto con cui ha ingannato la ventiseienne. Prima di finire in carcere, aveva lavorato come cameriere e su Facebook mostrava una foto da “ragazzo perbene”, padre premuroso innamorato della figlia e della Roma. Nel 2012 aveva partecipato ad “Avanti un altro”, il programma condotto da Paolo Bonolis.

Nonostante apparisse tranquillo agli inquirenti, la sua fedina penale raccontava altro: accusato di lesioni gravi al compagno della madre, al quale aveva fratturato il naso con un pugno. Ma Borgese aveva smentito anche questo. “Ultimamente mi sentivo molto solo,” aveva raccontato nel 2015. “La madre di mia figlia mi ha lasciato perché dice che la picchiavo tutte le sere, ma io non l’ho mai toccata, amo mia figlia e mia madre.”

Ora si trova agli arresti domiciliari a casa della compagna, che ha accettato di ospitarlo. Nel quartiere, tra le tante stradine, tutti si conoscono e non si danno pace. “Come è possibile che un mostro del genere sia solo ai domiciliari?” si chiedono i residenti. “Hanno paura che in carcere faccia una brutta fine? Quella dovrebbe fare.” “Fino a quattro giorni fa era in strada, tranquillo, mano nella mano con la fidanzata,” dice Laura, una residente. Alcuni temono per i propri figli. “Mia figlia ha 13 anni, qui tutti i ragazzini scendono in strada da soli. E se gli succedeva qualcosa?” dice Marco. “Qui non lo vogliamo, deve andare in carcere e noi residenti faremo sentire la nostra voce.”

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Ultimo Aggiornamento: 08/06/2024 11:53