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Elly Schlein e un’alternativa a destra che dovrà essere creata

Pubblicato: 11/06/2024 11:05

Il partito democratico, con una tendenza lenta ma costante, ha realizzato un ottimo risultato, è il secondo partito d’Italia a pochi punti dal partito di Giorgia. Certo FdI ha un asso nella manica, Giorgia appunto, capace di due milioni e mezzo di preferenze da sola. La Schlein non gode di questi numeri, ma ha una squadra che ha lavorato bene sul territorio, da Votantonio Decaro a Bonaccini, da Gori a Nardella, guarda caso tutti non della sua segreteria. FdI è un monolite mentre il PD è plurale. I punti di distacco sembrano pochi ed Elly sostiene un discorso aritmetico. Ci sono più numeri fuori dalla maggioranza che dentro. Solo che l’aritmetica non è politica, chiedere a Renzi-Bonino, e due più due o non si somma o spesso non fa quattro. E non è solo questioni di leadership, ma di costrutto politico, di orizzonti e visioni, di minimo Comune multiplo e non massimo comun divisore. La Schlein sta mandando messaggi a AvS e 5stelle, stiamo insieme, soprattutto ora che il PD è più grosso e non scalabile. Certo ci sono i ballottaggi e questa scelta è utile. Ma è un percorso politico? 

Cosa ci insegna il voto italiano alle Europee

Il vento di destra che attraversa l’Europa, anche se in Italia è mitigato dallo scirocco, dovrebbe fare riflettere. Quali ceti si spaventano di più, quali hanno ancora bisogno di essere rappresentati nel mare magno dell’astensione? I duri e puri progressisti o il ceto medio moderato, orfano oggi della frantumazione del terzo polo? Il successo miracoloso di Tajvor Tajani dovrebbe darci delle indicazioni, se uno sa leggere. I 5stelle hanno ormai imboccato un cammino irreversibile che li inchioda al 9 e qualcosa, il terzo polo, andato diviso, per cui poco attrattivo, ha raccolto quasi l’8. Però li ci sono praterie ormai abbandonate, che non voteranno mai Figure alla Salis o alla Vannacci, a cui Giorgia on my mind non è entrata in testa, ancora. Se il PD vuole costruire una coalizione che può crescere nel Paese è da quel lato che deve guardare, prima che lo squalo meloniano non si trasformi in Evita Peron e faccia man bassa anche là. Soprattutto considerando il suo fascino di Regina di carte in Europa o al G7. Queste cose incantano i moderati che finora non l’hanno votata. Inoltre dai dati elettorali si vede il crollo dei 5stelle al Sud non ancora invaso dalla destra. Ed al Sud sono moderati, non solo in Sicilia, ma tutti. Se la Schlein non vuole snaturare la sua cultura ha l’obbligo di fare crescere qualcosa di convincente alla sua destra, se vuole costruire l’alternativa. Dall’altro lato troverebbe solo palude, e lo ha già sperimentato in Puglia o in Basilicata. Oggi l’alternativa ancora non c’è, ma è possibile.

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