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Il “tradimento” di Giorgia, voterà Ursula insieme ai socialisti. Ipotesi ribaltone

Pubblicato: 11/06/2024 06:39

In un inatteso ribaltamento di fronte, Giorgia Meloni ha deciso di sostenere Ursula von der Leyen per un secondo mandato alla presidenza della Commissione europea, votando a favore insieme ai popolari, ai socialisti e ai liberali. Questa mossa, che fino a pochi giorni fa sembrava solo un’ipotesi, è diventata una realtà concreta, segnando una svolta significativa nella politica di Fratelli d’Italia e della sua leader.

Secondo fonti interne al partito, Meloni ha elaborato questa strategia da mesi, aspettando il momento giusto per rivelarla. Ora, dopo aver consolidato il consenso intorno a Fratelli d’Italia, la premier sente di poter giocare apertamente le sue carte. “Il candidato presidente della Commissione verrà indicato dal Consiglio europeo, quindi dai leader dei 27 Stati membri“, ha dichiarato Meloni in una recente intervista televisiva su Raiuno. “L’indicazione spetta al partito che ha avuto più voti, in questo caso il Ppe. Quando quella proposta verrà formalizzata la valuteremo nell’interesse nazionale”.

L’atmosfera all’interno del partito è mutata rapidamente: non più tattiche di contenimento o finzioni per tenere a bada la destra estrema, ma una chiara direzione verso l’integrazione con la maggioranza Ursula, almeno per un giorno. Come riferisce anche il quotidiano La Stampa, Meloni sta cercando di posizionarsi strategicamente in Europa, e il sostegno a von der Leyen è visto come un passo necessario per ottenere influenze significative e un commissario italiano di rilievo. “È una maggioranza di scopo”, spiegano fonti riservate, “che non esisterà più l’indomani”. Questo sarà lo scudo con cui Meloni risponderà alle inevitabili critiche che arriveranno soprattutto dalla destra.

La possibilità che il Partito Popolare Europeo confermi von der Leyen come candidato allevia le pressioni su Meloni, facilitando il suo posizionamento. La relazione tra Meloni e von der Leyen, costruita attraverso collaborazioni su temi come l’immigrazione e il disastro ambientale in Romagna, ha gettato le basi per questa scelta. “Succederà quello che è successo cinque anni fa con il PiS, ma a parti inverse”, ha confidato Meloni ai suoi collaboratori. Allora, i conservatori si divisero: Fratelli d’Italia si oppose a von der Leyen, mentre i polacchi la sostennero per preservare il loro ruolo di governo in Polonia. Ora, Meloni si trova nella stessa posizione e spera di mantenere le mani libere su altri temi in futuro.

Meloni è convinta che l’asse politico si stia spostando a destra, specialmente su questioni come il Green Deal e la gestione dei migranti. Con la sua mossa, spera di rafforzare la posizione dell’Italia e sfruttare il declino di leader europei come Emmanuel Macron e Olaf Scholz. “Un governo solido significa che i tuoi interlocutori sanno che avranno a che fare con te ancora per diverso tempo”, ha ribadito la premier. Questo, secondo Meloni, aumenterà la forza dell’Italia nelle negoziazioni per la prossima Commissione europea.

Il futuro politico di Meloni, tuttavia, dipende anche dalle imminenti elezioni legislative in Francia, che determineranno la stabilità del governo Macron. Fino ad allora, la premier adotta un approccio pragmatico, cercando di trovare uno spazio di manovra tra i socialisti europei per ottenere un commissario di alto profilo, come Raffaele Fitto, esperto di dinamiche UE, o l’ex ministro Daniele Franco, opzione sostenuta dal Quirinale. Tuttavia, la scelta di un tecnico potrebbe scontrarsi con la volontà di Meloni di riaffermare il primato della politica.

La decisione di Meloni di sostenere von der Leyen rappresenta una svolta sorprendente, segnata da calcoli politici complessi e da una chiara visione strategica per mantenere l’Italia in una posizione di forza all’interno dell’Unione Europea. Le reazioni non tarderanno ad arrivare, ma Meloni sembra determinata a difendere la sua scelta come un passo necessario per il bene del paese.

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Ultimo Aggiornamento: 11/06/2024 06:40