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Travolse e uccise due fidanzati: 10 anni di carcere al pirata. Il papà di una delle vittime: “Sentenza assurda”

Pubblicato: 11/06/2024 19:17

Dopo l’arresto si era allontanato dai domiciliari costringendo il giudice a un aggravamento della misura cautelare. Ora in carcere dovrà rimanerci dieci anni Dario Lenci, il 35enne che lo scorso 30 settembre investì e uccise a Fuorigrotta Lucia Morra e Francesco Altamura. I due ragazzi, di 20 e 23 anni, percorrevano via Terracina a bordo di uno scooter prima di essere travolti da un’auto di grossa cilindrata guidata contromano dall’uomo che gli esami avrebbero rivelato aver fatto uso di cocaina e alcol.

Stamattina prima dell’udienza i familiari e gli amici delle due giovanissime vittime hanno esposto uno striscione all’esterno del palazzo di giustizia di Napoli con le foto di Lucia e Francesco e la scritta: “Giustizia per Lucia e Kekko: vogliamo pena certa ed esemplare”.
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L’imputato provocò l’incidente mentre era alla guida di una potente Audi sotto l’effetto di cocaina e alcol travolgendo lo scooter dei due giovani che persero la vita sul colpo nonostante indossassero il caso. Lenci quella notte rimase immobilizzato per qualche minuto nell’auto, incastrata nel fusto di un palo della corrente. Appena presa coscienza della situazione chiamò l’ambulanza pregando di essere celeri poiché vi erano due ragazzi feriti a terra. Una volta raggiunto dalle forze dell’ordine, in particolare dagli agenti della municipale, “l’autista mostrava segni evidenti di alterazione psichica, puntualmente confermati dalle analisi di primo e di secondo livello”. La Procura di Napoli, al termine della sua requisitoria aveva chiesto il massimo della pena: 12 anni di reclusione. Alla fine è stato condannato a 10 anni.

Una sentenza definita “scandalosa” da Gianfranco Morra, il padre di Lucia, una delle vittime: “Mi vergogno di essere italiano, solo cinque anni per ogni ragazzo ucciso – ha detto – Noi non abbiamo avuto alcuno sconto, a differenza di chi si è reso protagonista di un vero e proprio assassinio”.

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