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“Italia, oltre 78mila lavoratori minorenni”: la drammatica fotografia Unicef

Pubblicato: 12/06/2024 12:22

Nel 2023, in Italia, i lavoratori minorenni tra i 15 e i 17 anni sono 78.530, rappresentando il 4,5% dei ragazzi di quella fascia d’età, in aumento rispetto ai 69.601 del 2022 e ai 51.845 del 2021. Questi dati emergono dal secondo Rapporto dell’Unicef intitolato “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”, presentato in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile.

Distribuzione regionale

Le regioni con la percentuale più alta di minorenni occupati, tra i 15 e i 17 anni, rispetto alla popolazione residente di quella fascia di età sono: Trentino-Alto Adige, Valle D’Aosta, Abruzzo e Marche. Queste regioni superano la media nazionale del 4,5%. Le regioni che registrano il numero totale più elevato di giovani lavoratori, tra i 15 e i 19 anni, in esperienze di lavoro continuative, saltuarie o occasionali, tra il 2018 e il 2022, sono: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Puglia.

Il reddito medio settimanale stimato per i lavoratori di sesso maschile varia da 297 euro nel 2018 a 320 euro nel 2022. Per le ragazze, il reddito passa da 235 euro nel 2018 a 259 euro nel 2022, confermando una retribuzione costantemente più alta per i maschi.

Dati sugli infortuni

Il rapporto riporta anche i dati relativi alle denunce di infortunio presentate all’Inail a livello nazionale per i lavoratori entro i 19 anni di età. Tra il 2018 e il 2022, sono state registrate 338.323 denunce di infortunio: 211.241 per minori fino a 14 anni e 127.082 per la fascia d’età 15-19 anni. Nello stesso periodo, ci sono state 83 denunce di infortunio mortale, di cui nove per la fascia sotto i 14 anni e 74 per quella dai 15 ai 19 anni. Quasi il 53% delle denunce di infortunio è concentrato in quattro regioni: Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte.

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