Vai al contenuto

“Vannacci, con noi non c’entri un ca***”. Volano gli stracci nella Lega. E Salvini fa la guerra al Nord

Pubblicato: 13/06/2024 16:58

Dopo un risultato elettorale deludente, ma con molte diverse sfaccettature, nella Lega ora volano gli stracci. I temi in gioco sono tanti. Primo fra tutti la candidatura del generale Vannacci, che ha raccolto una marea di preferenze e secondo alcuni osservatori ora potrebbe lanciare una specie di “Opa” sul futuro del Carroccio. Lui nega, ma la base nordista del partito è furibonda. A guidare la rivolta, o perlomeno a esporsi maggiormente in prima persona, è un fedelissimo di Zaia, l’Assessore allo Sviluppo del Veneto Roberto Marcato. Che si è espresso in modo durissimo contro la candidatura dell’Autore del Mondo al Contrario. “In Veneto, alle scorse politiche, avevamo il 14,5%“, ha detto Marcato al Foglio dopo l’ufficializzazione dei risultati. “Oggi abbiamo perso un altro punto: se questo è l’effetto Vannacci, auguri”. Per poi chiudere con un eloquente: “Fino a quando lo statuto me lo consentirà, io sono libero di dire: Vannacci, tu con noi non c’entri un ca***“. Eh già, perché se il generale ha ottenuto un trionfo personale, è anche vero che la Lega nel suo complesso ha perso più di 400.000 voti. E che, paradossalmente, ha retto soprattutto al Centro e al Sud, mentre i risultati al Nord sono stati mediocri se non, come a Milano, disastrosi. (continua dopo la foto)

BOSSI SALVINI VOTO

Quindi ora si assiste a un passaggio importantissimo e nello stesso tempo paradossale. Perché a quanto pare Salvini vuole colpire “l’anima nordista” del partito. Quella che ha vissuto con più insofferenza la candidatura di Vannacci e che ha polemizzato spesso, in questi mesi, con il leader. Ma anche quella più legata al passato e alle istanze della Lega delle origini. Non a caso è arrivata la “bomba” di Umberto Bossi, con la dichiarazione di voto per Forza Italia perché “la Lega è stata tradita“. Ora gli esponenti del Nord fanno quadrato in difesa del Senatur, e di fatto il partito è spaccato in due. Matteo lo vorrebbe “vannaccizzare” per liberarsi della fronda interna, che però raccoglie molti nomi illustri. L’operazione non sembra molto facile, ma Salvini sembra convinto di portarla avanti. Il primo a farne le spese potrebbe essere l’ex “bossiano” Angelo Ciocca, europarlamentare uscente e teoricamente rieletto se Vannacci non sceglierà di far scattare il suo seggio proprio nel collegio del Nord Ovest. (continua dopo la foto)

Ciocca è un esponente molto conosciuto e apprezzato soprattutto dalla base. Le sue battaglie al Parlamento europeo, teoricamente, dovrebbero piacere molto al Salvini anti europeista di questi ultimi mesi. E sembrerebbe strano rinunciare a un rappresentante di questo spessore. Ma a Ciocca viene “imputato” di non aver sostenuto la candidatura di Vannacci. Motivo per cui Salvini potrebbe decidere di “sbarrargli la strada”, nel tentativo di indebolire ulteriormente la Lega proprio dove è nata. Un azzardo, anche perché non si capisce dove l’attuale leader del Carroccio vorrebbe portare il partito se lo allontana dal Nord. Sostituire senza contraccolpi la classe dirigente Lombarda e Veneta sembra davvero complicato. Nel frattempo, il portavoce di Bossi Paolo Grimoldi attacca ad alzo zero: “Lombardia e Veneto“, afferma, “sono state stuprate da Salvini. In Regione siamo passati dal 49% al 13%. Questa dirigenza ha inanellato una sequela di fallimenti continui. Il saldo di Vannacci è stato negativo, in Veneto abbiamo perso voti. Se il tema era solo di non perdere consenso, allora potevamo candidare Madonna che a Rio de Janeiro ha appena radunato 1,6 milioni di persone”. L’impressione è che la battaglia sia solo all’inizio. Vedremo in che modo si risolverà.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 13/06/2024 17:03