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Papa Francesco al G7: “L’Intelligenza artificiale strumento tremendo, bandire l’uso delle armi autonome”

Pubblicato: 14/06/2024 15:44

Durante il G7 a Borgo Egnazia, papa Francesco ha affrontato il tema dell’Intelligenza Artificiale, definendola uno “strumento affascinante e tremendo”. L’intervento del Papa, accolto dalla premier italiana Giorgia Meloni e da vari leader mondiali tra cui Zelensky, Macron e Trudeau, ha evidenziato le potenzialità della tecnologia ma anche i pericoli che essa comporta, specialmente per le popolazioni e i paesi meno abbienti.

Papa Francesco ha sottolineato che il vigoroso avanzamento tecnologico dell’Intelligenza Artificiale impone una “riflessione all’altezza della situazione”. Ha evidenziato come questo strumento, nato dal “potenziale creativo che Dio ha donato all’umanità”, possa aumentare le disuguaglianze tra nazioni avanzate e in via di sviluppo, rischiando di promuovere una “cultura dello scarto”.

Al suo arrivo in sedia a rotelle, Francesco ha salutato calorosamente i vari leader, inclusi von der Leyen, Javier Milei e il re Abdallah di Giordania. Ha avuto anche brevi incontri con Joe Biden, Erdogan e Sunak, evidenziando l’importanza del dialogo e del confronto.

Un punto cruciale del suo discorso ha riguardato le “armi letali autonome”, che il Papa ha descritto come uno strumento capace di “operare scelte indipendenti dall’essere umano”. Ha ribadito l’urgenza di bandire tali armi, richiamando l’attenzione sulla necessità di un controllo umano significativo. “Nessuna macchina dovrebbe mai scegliere se togliere la vita ad un essere umano”, ha affermato, sottolineando il bisogno di un impegno concreto per regolamentare l’uso di queste tecnologie in ambito militare.

Nel suo discorso, Papa Francesco ha affrontato anche temi quali le fake news, il pericolo dei chatbots, e la profilatura etnica. Ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’etica nella gestione della tecnologia, citando l’iniziativa della Pontificia Accademia per la Vita e la “Rome Call for AI Ethics”, lanciata nel 2000 per promuovere una “moderazione etica degli algoritmi”.

Francesco ha concluso il suo discorso con un appello alla buona politica, definendola la forma più alta di carità e amore. Ha invitato i leader a creare le condizioni affinché l’uso dell’Intelligenza Artificiale sia “buono e fruttuoso” per tutta l’umanità.

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